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giovedì 19 dicembre 2013

No ad un centro ricerche nel Parco Sud

IL CASO  Il Comune «Cancella» Il Cerba: Niente ProrogaLa Regione: «Un Colpo Alla Qualità Della Sanità»
La convenzione con la società Visconti era in scadenza, ma Palazzo Marino nega il rinnovo

Corriere Della Sera > Milano > Cronaca > Sanità , 19 dicembre 2013

Addio al Cerba. Il Comune di Milano, durante il Comitato di Vigilanza riunito mercoledì in Regione sotto la presidenza del governatore Roberto Maroni, ha negato la proroga richiesta dalla società Visconti srl per la firma della convenzione. Senza questa firma salta tutto il progetto del grande centro europeo di ricerca biomedica immaginato, messo a punto e sostenuto con forza dal professor Umberto Veronesi.

LA VICE SINDACO - Il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris è stata irremovibile: «Manca un progetto credibile» ha insistito. E poi, a chi l’ha accusata di mettere con questo diniego una pietra tombale su un’iniziativa di respiro internazionale cominciata nel 2009, ha risposto: «Milano crede nel progetto del grande centro di ricerca e vuole realizzarlo, ma per farlo deve liberarsi di un passato fallimentare e consentire l’avvio di un nuovo iter».


LE CRITICHE DELLA REGIONE - Polemico il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore alla Sanità, Mario Mantovani, che al termine dell’incontro, durante il quale lo stesso professor Veronesi ha pesantemente attaccato il Comune, ha sentenziato: «Siamo rammaricati perché una decisione così drastica del Comune di Milano interrompe formalmente questo progetto. Si tratta di un vulnus alla qualità della sanità lombarda, italiana ed europea».

LA VICENDA - Un passo indietro. Della necessità di realizzare un centro di ricerca biomedica si parla a Bruxelles 15 anni fa e Veronesi raccoglie l’idea e lancia la proposta di ricreare una struttura simile al National institutes of health di Bethesda, una città della scienza nei pressi di Washington. Riunire diversi istituti, ognuno dedicato alla ricerca su diverse specialità.Vengono individuati i terreni, poco lontano dallo Ieo e all’interno del Parco Sud, su aree di proprietà della famiglia Ligresti. Nel 2009 viene firmato l’accordo di programma tra Comune, Regione, Provincia e Fondazione Cerba e si comincia a lavorare il progetto da un miliardo e 226 milioni di euro su un’area di 620 mila metri quadrati. Nel 2012, il colpo di scena. Il crac del gruppo Ligresti coinvolge anche le due società proprietarie delle aree su cui dovrebbe sorgere il polo scientifico. Quando sembra che tutto debba saltare, entra in scena la società Visconti srl, disposta a farsi carico del debito milionario e a rilevare il progetto presentando una proposta concordata con le istituzioni che nei mesi scorsi, stiamo parlando del Comune, ha dato indicazioni urbanistiche precise soprattutto a salvaguardia del Parco sud e contro la realizzazione di un centro commerciale.

LE PROROGHE - Il programma di attuazione prevede una firma fra il Comune e la Visconti: in marzo la società riceve una diffida da Palazzo Marino che indica il 30 giugno come termine ultimo per la firma attesa. La Visconti, avvicinandosi la scadenza, chiede e ottiene una proroga al 31 dicembre: tra pichi giorni, insomma. Ieri durante la riunione del Comitato di Vigilanza (il presidente Maroni ha espresso il suo rammarico per l’occasione sfumata), la srl ha chiesto una proroga ulteriore.
Motivo? Il Tribunale non avrebbe ancora omologato i documenti del fallimento. «Dateci tempo fino a marzo, ci è stato garantito che entro allora le carte saranno in ordine», hanno insistito i rappresentanti della società. Invano. Il vicesindaco De Cesaris ha sostenuto la necessità di maggiore chiarezza e trasparenza e di ripartire da zero. Va ricordato, tra l’altro, che nelle scorse settimane i magistrati che indagano sul crac dei Ligresti hanno chiesto a Palazzo Marino una serie di atti amministrativi relativi agli ultimi sviluppi della vicenda. Il problema, a questo punto, non riguarda solo il Cerba. Pare infatti che la Visconti, decaduta l’ipotesi di realizzare il centro di biomedica, potrebbe rinunciare a rilevare i terreni e la procedura fallimentare prenderebbe a quel punto un altro corso. Ma questa è un’altra storia.

19 dicembre 2013
Tratto da:  http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_dicembre_19/comune-cancella-cerba-niente-proroga-regione-un-colpo-qualita-sanita-de2fb76a-687d-11e3-a596-3f90988b64b7.shtml

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