IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

giovedì 1 gennaio 2009

Di tutto un po'

1) Da tre anni nel presepe della parrocchia di Nostra Signora della Provvidenza di via Vesuvio a Genova c´era la piccola moschea con minareto.
Ma quest'anno "qualcuno" ha detto di no, e don Prospero è stato obbligato a toglierla, anche su consiglio dei superiori. (ndr: la notizia mi ricorda qualche cosa accaduto anche a Buccinasco, vedi anche: LINK)

2) L'epidemia di influenza del 1918 causò circa 50 milioni di morti in tutto il mondo, moltissime per polmonite. Alcuni ricercatori giapponesi hanno scoperto tre geni (PA, PB1, e PB2), che assieme ad una versione 1918 della nucleoproteina o gene NP avrebbero permesso al virus di provocare la polmonite. La scoperta potrebbe essere utile per sviluppare nuovi farmaci ed aiutare a a individuare quali mutazioni genetiche trasformano una normale influenza in una pericolosa epidemia (ndr: ricordiamoci che gli antibiotici sono beni non rinnovabili! LINK)

3) Secondo uno studio le espressioni facciali delle emozioni sarebbero innate, e non un prodotto di apprendimento culturale. Gli individui, sia vedenti che non, usino gli stessi movimenti dei muscoli facciali in risposta a specifici stimoli emozionali ed in accordo al contesto sociale. E’ possibile che in risposta ad emozioni negative gli uomini abbiano sviluppato "un sistema che chiuda la bocca cosicché non possano urlare, dare un morso o lanciare insulti". (ndr: e' la prova della validità degli emoticon ?)

N.B. : I dettagli sulle tre notizie sono nei commenti

3 commenti:

Franco Gatti ha detto...

Tratto da: http://genova.repubblica.it/dettaglio/Moschea-via-dal-presepe-la-Destra-esulta/1568443?ref=rephp

Bagnasco cede alla Destra - Via la moschea dal presepe
Timori per la visita di Forza Nuova, don Prospero obbedisce alla Curia. "Ero preoccupato, ho chiesto un consiglio su come comportarmi". Bagnasco aveva inizialmente detto sì, poi ha cambiato idea
di Michela Bompani e Marco Preve

A luglio il cardinal Bagnasco li aveva sfrattati dalla chiesa di Santa Zita, ma sabato per i neofascisti di Forza Nuova, è arrivata la rivincita: via il modellino di moschea dalla terra consacrata del presepe della parrocchia di Nostra Signora della Provvidenza di via Vesuvio. Per ordine, meglio su consiglio dell´arcivescovo e presidente della Cei. Esulta anche la Lega Nord. «Questa è stata una vittoria non solo della Lega ma di tutti quei fedeli che nei giorni scorsi hanno manifestato il loro disappunto» ha commentato il segretario provinciale del partito, Edoardo Rixi. La piccola moschea dal presepe era sparita sabato sera. L´aveva tolta don Prospero, ma proprio a malincuore, «però anch´io ho dei superiori, cui debbo ubbidire». Il prete si è però tolto una piccola soddisfazione: nel suo presepe i nemici del dialogo li ha collocati "simbolicamente" all´inferno.

Ecco il racconto del sacerdote di Oregina: «La Digos ci ha avvertito che il 31 dicembre alle ore 16 sarebbe arrivata Forza Nuova, a vedere il nostro presepe, con alcuni "regali" e allora mi sono preoccupato e ho chiamato la Curia arcivescovile, ho chiesto loro che cosa consigliavano di fare». Don Prospero dice che in Curia gli hanno risposto di aspettare, «la cosa si complica», hanno sussurrato al di là della cornetta. Dopo mezz´ora, don Prospero ha ricevuto la telefonata da via dell´Arcivescovado: « "Meglio toglierla quella moschea, dal vostro presepe" mi hanno spiegato al telefono - dice ancora don Prospero - e allora ho radunato i parrocchiani per comunicare loro la decisione, la maggior parte però volevano che la moschea rimanesse al suo posto. A me è dispiaciuto, io l´avrei lasciata, ma anche io ho dei superiori, devo ubbidire». Don Prospero però si è tolto la soddisfazione, al posto della moschea, nel presepe, tra il muschio e i sentieri di ghiaia bianca, ha messo il Vangelo aperto, «e ho sottolineato una frase con il pennarello giallo "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato"».

Don Prospero sorride: «Li ho mandati all´inferno, con il Vangelo, quelli che non vogliono la moschea».
Erano tre anni che nel presepe della parrocchia di via Vesuvio c´era la piccola moschea con minareto ma solo quest´anno è esploso "il caso": «Sarà perché si sta discutendo dove costruirne una grande, in città», riflette don Prospero che aggiunge «per me potevano venire anche con le bombe e non mi avrebbero smosso, ma avevo il dovere di avvertire la curia e di obbedire».

Ma se il parroco ha dovuto obbedire alla Curia di Angelo Bagnasco, i parrocchiani e tutti gli abitanti di Oregina proprio non ci stanno e ieri sera Angelo Chiapparo, presidente dell´Associazione quartiere in piazza, con don Prospero, ha deciso di fare di quelle strade il centro della riflessione sulla tolleranza a Genova: «A metà gennaio organizziamo qui un incontro pubblico della Consulta delle Religioni di Genova - spiega Chiapparo - e con tutte le istituzioni nella casetta proprio di fronte alla parrocchia, un incontro laico e in cui tutti facciano atto di responsabilità su un principio che qui vogliamo ribadire forte, nel quartiere, e nella città: la tolleranza».

Anche se l´addetto stampa della Curia Carlo Arcolao dice che non c´è stata nessuna comunicazione ufficiale sulla vicenda e che monsignor Bagnasco è assente da Genova da Natale, pare che a consigliare il parroco sia stato l´ufficio di monsignor Luigi Palletti, vescovo ausiliare che è sempre in diretto contatto con il cardinale.

(30 dicembre 2008)

Franco Gatti ha detto...

Tratto da: http://www.corriere.it/salute/08_dicembre_30/influenza_spagnola_svelato_segreto_4980c12c-d660-11dd-894c-00144f02aabc.shtml

Svelato il segreto dell'influenza «spagnola» del 1918 - potrà aiutare a realizzare nuovi farmaci
Sarebbero stati tre geni del virus a renderlo capace di provocare le polmoniti fatali

WASHINGTON - Che cosa rese tanto micidiale la tristemente nota influenza «spagnola» del 1918? A ritmi più o meno regolari viene annunciata qualche scoperta che ne «svela definitivamente» il segreto. Questa volta è il turno di ricercatori giapponesi, che hanno scoperto tre geni che avrebbero permesso al virus di attaccare i polmoni provocando una polmonite.

LA RICERCA - Yoshihiro Kawaoka della University of Wisconsin e i colleghi delle Università di Kobe e Tokyo, in Giappone, sono partiti dalla considerazione che mentre l'influenza normale si limita a colpire le vie respiratorie causando febbre, debolezza e dolori muscolari, alcuni malati gravi sviluppano la polmonite, a volte a causa di sovrainfezioni batteriche, altre direttamente per l'azione del virus influenzale. L'epidemia di influenza del 1918 è stata la più devastante diffusione infettiva nella storia dell'umanità, causando circa 50 milioni di morti in tutto il mondo. E le autopsie hanno rilevato che molti morirono per polmonite. A tenere in vita il virus, riprodurlo e propagarlo nei polmoni, dicono i ricercatori, sono stati tre geni, chiamati PA, PB1, e PB2, assieme ad una versione 1918 della nucleoproteina o gene NP.

CONSEGUENZE - La scoperta, benchè «ennesima» potrebbe però rivelarsi particolarmente utile, per contribuire a sviluppare nuovi farmaci e aiutare a a individuare quali mutazioni genetiche trasformano una normale influenza in un'epidemia molto più pericolosa La scoperta giapponese, è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

30 dicembre 2008

Franco Gatti ha detto...

Tratto da: http://www.italianotizie.it/leggi.asp?idcont=2013

Le espressioni facciali delle emozioni sono innate, non apprese
di Daniela Domenici

Le espressioni facciali delle emozioni sono inserite nei nostri geni, secondo uno studio pubblicato dal “journal of Personality and Social Psychology”. La ricerca suggerisce che le espressioni facciali delle emozioni sono innate e non un prodotto di apprendimento culturale. Lo studio è il primo di questo genere a dimostrare che gli individui, sia vedenti che non, usino gli stessi movimenti dei muscoli facciali in risposta a specifici stimoli emozionali. Lo studio inoltre fornisce nuove acquisizioni su come gli individui gestiscano le dimostrazioni emozionali in accordo al contesto sociale, suggerendo che l’abilità a regolare le espressioni emozionali non venga appresa attraverso l’osservazione. Il prof. di psicologia David Matsumoto, della San Francisco State University, ha paragonato le espressioni facciali di atleti di judo vedenti e non vedenti, ai Giochi Olimpici e alle Paralimpiadi estive del 2004. Sono state scattate e analizzate più di 4.800 foto di atleti provenienti da 23 nazioni. “La correlazione statistica tra le espressioni facciali di individui, vedenti e non, era quasi perfetta” ha dichiarato Matsumoto “Questo suggerisce che qualcosa di geneticamente interno in noi sia la fonte delle espressioni facciali delle emozioni”. Matsumoto ha scoperto che gli individui, vedenti e non, gestiscono le loro espressioni di emozioni allo stesso modo secondo il contesto sociale. Per esempio, a causa della natura sociale delle cerimonie per le medaglie olimpiche, l’85% degli atleti con la medaglia d’argento che avevano perso la lotta per quella d’oro avevano gli stessi “sorrisi sociali” durante la cerimonia. I sorrisi sociali usano soltanto i muscoli della bocca mentre i sorrisi veri, noti come “sorrisi di Duchenne”, fanno brillare e stringere gli occhi sollevare le guance. “I perdenti spingevano il labbro inferiore verso l’alto come per controllare l’emozione sul loro viso e molti avevano sorrisi sociali” ha dichiarato Matsumoto. “Gli individui ciechi dalla nascita non potevano aver appreso a controllare le loro emozioni in questo modo attraverso l’apprendimento visivo quindi ci doveva essere un altro meccanismo. Potrebbe essere che le nostre emozioni e i sistemi che le regolano siano vestigia del nostro passato evolutivo. E’ possibile che in risposta ad emozioni negative gli uomini abbiano sviluppato “un sistema che chiuda la bocca cosicché non possano urlare, dare un morso o lanciare insulti”.

30.12.2008