IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

lunedì 24 giugno 2013

Aggiornamento sigarette elettroniche

Ndr: RETTIFICA del 25 Giugno 2013:  sembra che i ministri della salute italiano e francese abbiano indotto ad un cambio di direzione.   Sembrerebbe che secondo i pareri del Consiglio Superiore della Sanità e dell'analogo francese, non ci siano evidenze scientifiche per poter assimilare a medicinali le sigarette "elettroniche" con più di 1 mg di nicotina.  La discussione è stata rinviata al Parlamento europeo».
Chi ci capisce è bravo!

BRUXELLES - Limiti Ue alle sigarette Elettroniche   «Saranno vendute in farmacia»

L'accordo sulla direttiva e la protesta dei negozianti italiani. Considerate come medicine oltre il milligrammo di nicotina

LUSSEMBURGO - Il Consiglio dei ministri della Salute dell'Unione Europea ha approvato la revisione della direttiva sul tabacco, che punta a tutelare maggiormente i cittadini dai gravi danni prodotti dalle sigarette e a ridurre la drammatica stima di circa 700 mila morti annui collegabili al fumo nei 27 Paesi membri. Nel testo finale, approvato nella riunione a Lussemburgo, figurano anche le sigarette elettroniche. Le cosiddette e-cig , se conterranno oltre un milligrammo di nicotina, dovranno essere considerate come i prodotti medicinali ed essere sottoposte alle relative regole e autorizzazioni. La vendita potrà avvenire solo nelle farmacie. Quando la nicotina sarà inferiore a 1 mg dovranno comunque essere rispettati specifici obblighi di informazione sulle conseguenze negative per la salute dei fumatori.

Immediata è arrivata la protesta dell'associazione dei venditori di sigarette elettroniche, che ha accolto «con stupore» le dichiarazioni dal Granducato del ministro della Salute Beatrice Lorenzin definendole «contraddittorie» e contestando l'assimilazione delle e-cig ai medicinali. 
Il presidente di turno della riunione dei ministri, l'irlandese James Reilly, ha espresso soddisfazione per l'accordo raggiunto, che punta a ridurre il numero dei fumatori nell'Unione Europea. «Rappresenta un enorme passo in avanti nella lotta contro l'uso del tabacco, così come una vittoria per la salute pubblica contro coloro che non vogliono riconoscere le conseguenze devastanti della dipendenza da tabacco nella nostra società». Sulla stessa linea si è espresso il commissario Ue per la Salute, il maltese Tonio Borg. Soddisfazione è stata espressa anche da Lorenzin nonostante le critiche sulla sigaretta elettronica. «Andiamo avanti nel nostro percorso di lotta al tabagismo in cui siamo leader mondiali - ha detto il ministro del Pdl -. E non abbiamo compromesso la produzione italiana, che è di alta qualità, arrivando a una mediazione».
Il Consiglio si è trovato d'accordo sull'efficacia degli annunci shock sui pacchetti di sigarette, che ammoniscono sui gravi rischi per la salute dei fumatori. Molti Paesi membri chiedevano di stabilire la superficie da coprire con gli allarmi al 75% del totale. Le lobby delle multinazionali del tabacco premevano per abbassare il limite quanto più possibile. Lorenzin si è schierata con i ministri frenatori, giustificando la richiesta del 60% della superficie del pacchetto con la necessità di inserire i dati sulla composizione del prodotto e il bollo dello Stato anticontraffazioni. Il compromesso finale è il 65%, considerato dalla delegazione italiana «un punto di equilibrio».
L'Italia era contraria anche agli aromi (tipo fragola o mentolo), che potrebbero rendere più gradevole il gusto delle sigarette e ridurre l'effetto degli annunci shock antifumo. Questa tesi ha prevalso nel testo finale. Ora la procedura prevede il passaggio della direttiva sul tabacco nell'Europarlamento. Sarà gestito dalla nuova presidenza semestrale dell'Ue, affidata alla Lituania dal 1° luglio prossimo. I lobbisti del fumo appaiono già impegnati a convincere molti eurodeputati. Anche se il clima politico sull'argomento è molto prudente. Soprattutto dopo l'emersione di molti dubbi sulle dimissioni dell'ex commissario per la Salute, il maltese John Dalli, accusato da un gruppo del tabacco svedese di essere a conoscenza di una richiesta di tangente da 60 milioni di euro per annacquare le nuove norme antifumo.

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