IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

martedì 11 giugno 2013

Il programma di riforme costituzionali del Governo PD - PDL - FC

Caro elettore PD, sei sempre contento di come hai votato?
Forse una alternativa è ancora possibile (vedi a fianco)

RIFORME: BRUNETTA, L’INSTABILITA’ GENERA SPRECHI, PRESIDENZIALISMO IDEA ANTICRISI

(AGENPARL) - Roma, 10 giu - ‘”Grande è la confusione sotto il cielo, perciò il momento è propizio’. Crisi economica e crisi istituzionale non sono solo due facce della stessa medaglia, dal loro intreccio nasce l'arretratezza della società italiana”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale su “Il Giornale”.
“Il governo – continua l’ex ministro – ha varato la commissione di esperti, ha approvato il disegno di legge sul finanziamento ai partiti e la procedura speciale per la riforma della Costituzione. Anche nel paese è cominciato il dibattito. Ma che senso ha occuparsi di riforme costituzionali in un tempo di emergenza economica? Da economista, prima che da uomo politico, dico che senza riforme istituzionali potremo forse tamponare la crisi attuale, ma non avremo messo in sicurezza il Paese. Il Pdl ha fatto bene ad imboccare la strada della riforma presidenzialista già da tempo. La forma di governo non è neutra rispetto alle scelte di politica economica”. Come è stato dimostrato in molti studi, nelle democrazie parlamentari la frammentazione e la competizione interna ai governi di coalizione induce - oltre all'instabilità - incrementi significativi della spesa e del debito pubblico. Un governo sostenuto da un solo partito produce meno dispersione di risorse nello scambio politico con la propria base elettorale. Ciò si traduce in minore spesa pubblica, minore pressione fiscale, minore deficit pubblico, minore debito pubblico”.

“I sistemi bipartitici – sottolinea il presidente dei deputati del Pdl – introducono l'idea che le elezioni siano una competizione nella quale la lista delle cose da fare è già scritta prima del voto, definita nei programmi di governo e incarnata dalle personalità dei leader che si assumono la responsabilità della sua realizzazione e sulla quale gli elettori si pronunciano dentro le urne, assegnando una maggioranza solida al progetto che li convince di più. Il presidenzialismo può essere l'arma per liberarsi dalla cattiva politica, dalle rendite di posizione clientelari, sindacali, corporative, dai monopoli, dai poteri forti”. “Un sistema semipresidenziale può rafforzare questa tendenza, soprattutto in Italia dove la patologica frammentazione è tradizione. Il presidente eletto garantisce stabilità e continuità politica, garantisce che il mandato elettorale non sia tradito, e che il Parlamento sia sciolto nel caso in cui si determinino pratiche trasformistiche. Con le riforme istituzionali si fa politica economica”, conclude Brunetta.

Tratto da:  http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20130610-riforme-brunetta-l-instabilita-genera-sprechi-presidenzialismo-idea-anticrisi

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