IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

mercoledì 25 agosto 2010

Cosa fare dei cadaveri ?

Segnalo un interessante articolo tratto dal Blog di Jacopo Fo LINK

Più cripte per tutti!

Gentile signor Brunetta,

le scrivo perché c’è una falla assurda nelle nostre finanze che potremmo fermare in un minuto, senza spendere un soldo.
... omissis...
Ogni anno l’Italia spende una cifra astronomica per le sepolture, in parte sostenuta dalle pubbliche amministrazioni in parte dai cittadini.
Sono 20 anni che periodicamente cerco di sollevare questa questione ma pare che appena si tocca l’argomento gli italiani cadano in una crisi di pruriti intimi (fanno scongiuri grattatori) e gli si chiude il cervello.
La spesa italiana è decine di volte superiore per ogni singola sepoltura di quella della maggioranza dei paesi del mondo.
.. omissis ..
Il risultato di tutto questo è che alla fine c’è una penuria endemica di posti morto.
La prego di riflettere su questo spreco assurdo e alla sofferenza che esso provoca in migliaia di cittadini che in questo momento si trovano nella ben triste situazione di non poter morire a causa del sovraffollamento dei cimiteri.
Sono certo che se lei volesse potrebbe risolvere rapidamente questa penosa questione.

Grazie per l’attenzione.

Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/24/piu-cripte-per-tutti/52493/ 24 agosto 2010
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3 commenti:

Franco Gatti ha detto...

Più cripte per tutti!

Gentile signor Brunetta,

le scrivo perché c’è una falla assurda nelle nostre finanze che potremmo fermare in un minuto, senza spendere un soldo.
Sarebbe facile.
Quel che ha fermato tutti i governanti dall’intervenire è solo uno strano preconcetto, la paura di occuparsi di un tema tabù.
Mi sembra che lei abbia uno spirito tale che forse vorrà prendere in considerazione questa proposta.

Ogni anno l’Italia spende una cifra astronomica per le sepolture, in parte sostenuta dalle pubbliche amministrazioni in parte dai cittadini.
Sono 20 anni che periodicamente cerco di sollevare questa questione ma pare che appena si tocca l’argomento gli italiani cadano in una crisi di pruriti intimi (fanno scongiuri grattatori) e gli si chiude il cervello.
La spesa italiana è decine di volte superiore per ogni singola sepoltura di quella della maggioranza dei paesi del mondo.
L’Italia infatti si è data una legge sciagurata che prevede regole deliranti per le ultime dimore. Queste regole non hanno nessun senso scientifico, religioso o sanitario, tant’è che altre nazioni profondamente cattoliche, moderne e che tengono in considerazione la salute pubblica non conoscono normative analoghe.
In pratica quando si seppellisce una persona in quasi tutto il mondo si fa un buco per terra, si crea un fondo alla fossa con funzione sterilizzante, ad esempio un paio di sacchi di calce viva, e poi si interra il deceduto.
Lo si fa da millenni e non ha mai creato problemi.

In Italia invece è successo un fatto strano.
Nel 1700 i morti ricchi venivano sepolti nelle chiese e questo spesso provocava disagi e cattivi odori. Napoleone giudicò che fosse un costume anti igenico e vietò la sepoltura nelle chiese.
Questo portò ricchi e nobili a commissionare la costruzione di sepolture monumentali nei cimiteri. Cioè cripte sotterranee di pietra e malta.

Franco Gatti ha detto...

Fin qui tutto bene. Ma quando il legislatore successivamente si trovò a regolamentare la costruzione dei cimiteri comunali li immaginò come una sorta di estensione del concetto di cripta famigliare aristocratica, forse per un eccesso di sentimenti egualitari e socialisti (più cripte per tutti!)
Ne discende che oggi la legge, confermata e dettagliata da Andreotti alla fine degli anni ottanta, prevede che un cimitero, nel suo complesso sia una gigantesca cripta.
Cioè, se costruisco un cimitero devo fare un buco enorme, rivestirlo di cemento armato, dotarlo di un muro che sia di circa 2 metri fuori terra. Poi questo buco lo riempio di terra e i morti li seppellisco in questa terra. Ecco che i costi dei nostri cimiteri sono esorbitanti, mentre nel resto del mondo ci si limita a segnare un’area e adibirla all’inumazione.

Ed ecco perché in Italia si è poi costretti a costruire cimiteri verticali (orrendi e costosi) con i loculi disposti a più piani.
E’ necessario per risparmiare spazio visto che tutto il cimitero è una scatola costosissima di cemento armato.
La costruzione di cimiteri a loculi sovrapposti comporta poi la necessità di utilizzare bare costosissime a chiusura stagna.

Così siamo costretti a pagare anche migliaia di euro per casse da morto che l’Ikea potrebbe vendere a 100 euro! Alla fine seppelliamo la gente dentro una bara che è una scatola sigillata, dentro un’altra scatola sigillata (il loculo in cemento), dentro il cimitero che a sua volta è una grande scatola sigillata.
E poi non abbiamo i soldi per andare al cinema.

E per concludere aggiungo che è questo stato di cose anomalo che comporta il triste costume di riesumare i morti vecchi per far posto a quelli nuovi.
Le par giusto morire sapendo che non mi lasceranno in pace neanche nella tomba?
E questo nel paese del Foscolo e dei suoi “Sepolcri”.

E vorrei sottolineare che questa normativa è priva in realtà del sostegno di qualcuno. Nessuno partito politico ha mai sostenuto che fosse male essere sepolti nella nuda terra.
Questi regolamenti sono frutto di meccanismi di adattamento stratificati gli uni sugli altri, cresciuti per successivi aggiustamenti bislacchi di precedenti errori.
E’ un monumento alla capacità di autofecondazione del delirio burocratico.

Franco Gatti ha detto...

Il risultato di tutto questo è che alla fine c’è una penuria endemica di posti morto.
La prego di riflettere su questo spreco assurdo e alla sofferenza che esso provoca in migliaia di cittadini che in questo momento si trovano nella ben triste situazione di non poter morire a causa del sovraffollamento dei cimiteri.
Sono certo che se lei volesse potrebbe risolvere rapidamente questa penosa questione.

Grazie per l’attenzione.

Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/24/piu-cripte-per-tutti/52493/ 24 agosto 2010