IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

venerdì 23 maggio 2014

Se qualcuno avesse ancora dubbi sulla competenza e la dedizione dei Ministri e dei consulenti del Governo Renzi e dei suoi compagni di Governo...

...provi a leggere l'articolo sull'Italicum scritto da Aldo Giannuli.
E se ha intenzione di votare per questi scriteriati sedicenti "Padri della Patria"..., si metta una mano sulla coscienza e cambi voto!

ITALICUM:  QUATTRO PASSI NEL DELIRIO

In attesa del risultato elettorale, ho pensato di riempire la pausa con qualche fantasticheria, cioè ho applicato il sistema elettorale in discussione, il famigerato Italicum, ad alcuni casi limite, per vedere cosa succederebbe con questa trovata geniale. Capiamoci: sono casi limite che hanno poche probabilità di avverarsi, d’accordo, ma improbabile non significa impossibile e, poi, quando gli esiti “improbabili” sono tanti, la probabilità che uno di essi si verifichi  cresce e, prima o poi, diventa facile che uno accada per davvero: per anni abbiamo rischiato maggioranze difformi fra Camera e Senato e due volte ci siamo andati molto vicini (1994, 2006) ed alla fine, quando è emerso un terzo partito, il caso si è verificato.

Proprio per questa ragione, in quasi tutti i sistemi elettorali sono previste “clausole di salvezza” per cui “nel caso in cui si verifichi che….” Si procede in altro modo, ad esempio con la suddivisione proporzionale. Ma nella legge presente non è prevista alcuna clausola di salvezza, tenetelo presente.

Come è noto, la proposta originaria è stata parzialmente modificata alla Camera e si prevede lo sia ulteriormente al Senato, per poi tronare alla Camera dove non sappiamo che altro possa accadere. Per non impazzire, abbiamo tenuto presente, grosso modo, la stesura originaria, tanto quello che conta è la logica, poi alla fine l’esercizio può essere ripetuto con valori opportunamente ritoccati.

Partiamo: la legge elettorale prevede

-piccoli collegi (da 3 a 6 seggi)

-clausole di sbarramento per i partiti che corrono da solo all’8%

-clausole di sbarramento per le coalizioni al 12% nelle quali almeno una delle liste abbia avuto almeno il 5% dei voti.

-i seggi vanno divisi fra le diverse coalizioni che abbiano questi due requisiti, quindi successivamente divisi al loro interno fra le liste che abbiano più del 5%.

-le clausole di sbarramento non si applicano ai partiti di  minoranze nazionali riconosciute come la Sud Tiroler Volkspartei che possono avere eletti in proporzione ai propri voti

-premio di maggioranza al primo turno alla coalizione che abbia ottenuto più voti, purché oltre il 37,5%. Nel caso nessuna coalizione abbia avuto almeno il 37,5%, si va al secondo turno fra le prime due coalizioni.

Lasciamo da parte gli aspetti più complicati come lo “scivolamento” per cui, votando per la Lega ad Asti posso far scattare un deputato di Fratelli d’Italia a Teramo. Non chiedetemi come: anche la mia capacità di spiegazione ha dei limiti e ci metterei un bel po’.

Siete pronti? Bene, procediamo dai casi più semplici a verificarsi via via verso quelli più complessi.

1° caso:

al primo turno la coalizione A ottiene il 36,9%, quella B solo il 16,21%, mentre tutti gli altri voti si disperdono fra coalizioni e liste minori. Al secondo turno, per un caso, vince la coalizione B con il 50,001%, per cui, con il suo 16% di partenza si aggiudica il 52% dei seggi. Bel colpo!

2° caso:

Al ballottaggio vanno la coalizione A (36,9%) e la coalizione B (16,21%) e vince la seconda nella quale c’è il solo partito K con il 5% dei voti, mentre gli altri si aggirano tutti sul 3 o 4%. Risultato: il partito k, con il 5% dei voti, si aggiudica il 52% dei seggi, decuplicando la sua rappresentanza.

3° caso:
Al primo turno, la coalizione A ottiene il 26% dei voti ed è la prima, la B il 20,6, la terza il 19,9 e tutte le altre il resto: ma la coalizione A è fatta da una serie di piccoli partiti nessuno dei quali ottiene il 5%: risultato, la coalizione A è esclusa dal ballottaggio, pur essendo la prima, e vanno al secondo turno la B e la C.

4° caso:

Al primo turno la coalizione A ottiene il 35% dei voti ed ha diversi partiti con più del 5%, mentre nessuna altra coalizione ha la doppia condizione del 12,5% di coalizione e del 5% per qualche singola lista, per cui, senza neppure andare al ballottaggio, la Coalizione A si aggiudica la totalità dei seggi.

5° caso:

Stesso caso precedente, ma con una variante: un singolo partito, il partito K,  ha avuto l’8,1% dei voti, per cui si va al ballottaggio. Partiti e coalizioni esclusi, per contrastare la coalizione A vitano massicciamente per il Partito K che vince aggiudicandosi il 52% dei seggi su una base originaria dell’8,1% dei voti.

6° caso:

Questa volta a vincere è la coalizione A, nella quale, però, nessuno ha ottenuto il 5%, ma c’è la Svp che non ha questo obbligo. Ergo tutti i seggi vanno alla Svp che, però, non potendo avere più di 15 candidati (può presentarsi solo in Trentino) non ha come coprirli, per cui, vince le elezioni, ma non avendo candidati per coprire i seggi, va ugualmente in minoranza rispetto agli altri che ottengono i seggi della quota proporzionale

7° caso:

La coalizione A ottiene il 25% ma non ha nessuna lista con almeno il 5%, quindi è esclusa dal ballottaggio, le coalizioni B, C e D, ottengono tutte fra il 10 e l’11,  poi un altro 37% si disperde fra coalizioni minori e singoli partiti al di sotto dell’8%, salvo uno, il partito K (sempre lui!) che ha l’8,2%. Pertanto, il partito K si aggiudica la totalità dei seggi, non dovendo neppure andare al ballottaggio perché ci andrebbe da solo.

8° caso:

Tutte le coalizioni o non ottengono il 12,5% o non hanno partiti con il 5% e nessun partito singolo ottiene l’8%. Risultato: nessun partito entra in Parlamento e, pertanto, si immagina che si debbano ripetere le elezioni.

9° caso:

Le elezioni sono vinte dalla coalizione A, nella quale c’è un solo partito con più del 5%, ma non ha candidati sufficienti (è una variante del caso Svp, ma che potrebbe riguardare partiti nazionali con liste incomplete), una parte dei seggi non viene attribuita e, di fatto, la coalizione manca la maggioranza.

Devo continuare o basta cosi?
A questo punto la domanda delle “cento pistole”: ma dove hanno preso lo scienziato che gli ha fatto questa legge elettorale? A voi la risposta, ricco concorso a premi: fra quanti forniranno la risposta giusta verrà sorteggiato il vincitore dell’opera omnia di Matteo Renzi.

Aldo Giannuli

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