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venerdì 17 aprile 2009

Se ne parla all'estero: Budget per la "difesa": cosa cambia negli USA ?

A proposito di soldi, o meglio di gestione dei soldi pubblici, segnalo questo articolo:

I tagli alle spese militari: così finisce un tabù
di Zakaria Fareed - da Corriere della Sera

Segnalo questa frase: "Il budget statunitense del 2009 per la difesa è di 655 miliardi di dollari, quello della Cina di 70 miliardi, e quello della Russia di 50." Leggi tutto nei commenti, o al link: http://www.democraticidavvero.it/adon.pl?act=doc&doc=4037

1 commento:

Franco Gatti ha detto...

I tagli alle spese militari: così finisce un tabù
di Zakaria Fareed - da Corriere della Sera, 14/4/2009

Tratto da: http://www.democraticidavvero.it/adon.pl?act=doc&doc=4037


«Quando appare un vero genio», scrisse Jonathan Swift, «lo si riconosce dal fatto che tutti gli sciocchi si coalizzano contro di lui». Genio è forse un appellativo un po' esagerato per il Segretario alla Difesa, ma il programma di spesa di Robert Gates ha certamente raccolto tutti gli oppositori giusti. Ci sono le ditte che ricevono commesse militari, preoccupate che decenni di contabilità fasulle stiano per finire; gli esperti mediatici, per i quali la guerra al terrore è stata una pacchia; le forze armate, abituate a veder finanziare qualsiasi fantasia; gli esponenti del Congresso che coprono questa corruzione istituzionalizzata solo per salvaguardare dei posti di lavoro nei loro Stati.

Se ci si chiede come giudicare il piano di Gates, ecco una semplice guida: John McCain, il legislatore più ragionevole e portato alle riforme sulle questioni militari, «lo appoggia fortemente». Il senatore dell'Oklahoma, James Inhofe - che ha paragonato l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente alla Gestapo, l'assistente di Obama per l'energia e il clima, Carol Browner, alle propagandiste nipponiche in lingua inglese «Tokyo Rose», e gli ambientalisti al Terzo Reich - sostiene che porterà al «disarmo dell'America». Scegliete voi.

Negli ultimi decenni il budget della difesa ha vissuto nel mondo dei sogni, dove si costruiscono armi sempre più sofisticate senza tener conto dei nemici, dei costi o delle conseguenze. Nel 2008 il General Accounting Office ha detto che gli aumenti dei costi per i 95 maggiori programmi di armamento del Pentagono - solo gli aumenti! - ammontavano a 300 miliardi di dollari. Il sistema si è talmente diffuso e radicato che la maggior parte della gente non si indigna neanche più.

L'illimitato afflusso di denaro dei contribuenti ha impedito di formulare un pensiero strategico. Gran parte del budget del Pentagono è basato su liste di desiderata dei diversi settori militari, liste spesso nate durante la Guerra Fredda. L'aeronautica si era talmente affezionata al suo programma di aerei da caccia F-22 da non accorgersi neanche che l'Unione Sovietica era caduta e non c'era più una grande potenza rivale che potesse ingaggiare duelli aerei con l'esercito statunitense. Abbiamo attualmente in corso due guerre, nelle quali nessuno dei circa 135 F-22 che abbiamo viene usato. Se vi chiedete perché il piano di realizzazione di questi aerei è ancora in piedi, eccovi la ragione: la loro costruzione coinvolge 44 Stati.

Gates riduce anche l' elenco dei desiderata della Marina, tagliando il suo programma di nuovi cacciatorpedinieri. Ma a questo punto i suoi ambiziosi propositi si sono arrestati. Ha proposto che gli Stati Uniti diminuiscano di uno i gruppi delle portaerei, passando da 11 a 10, ma a questo si arriverà tra 31 anni! Ciononostante, deve naturalmente affrontare la consueta opposizione dei conservatori. Il Wall Street Journal si preoccupa che una Marina di 300 navi sia «pericolosamente modesta». Nel recente scontro con i pirati somali, quel quotidiano fa notare che le navi militari statunitensi erano «a ore di distanza». Beh, se avete viaggiato per mare, saprete che le navi si muovono più lentamente degli aerei. Date le vaste dimensioni degli oceani, il fatto che le unità navali americane fossero in grado di raggiungere un luogo relativamente non strategico in poche ore è di fatto un segno delle incredibili capacità logistiche della Marina, non del contrario.

Gates è in realtà appena all'inizio di un indispensabile ripensamento della strategia difensiva americana dopo la Guerra Fredda. Si è concentrato, ragionevolmente, sulle guerre che stiamo combattendo, per assicurarsi che i soldati siano attrezzati per affrontarle con successo. Ma anche se non abbiamo bisogno degli F-22, costruiremo ancora 2.443 F-35, a un costo ipotizzato di circa 1000 miliardi di dollari. Ne abbiamo veramente bisogno? Qual è la logica di questo programma? I budget militari americani dovrebbero basarsi su due esigenze in competizione tra di loro. La prima deriva dal fatto che saremo probabilmente impegnati in conflitti piccoli e complessi con avversari molto più deboli su terreni difficili. In altre parole l'Iraq e l'Afghanistan. Il budget di Gates affronta con accortezza queste due guerre, in cui sono di fondamentale importanza gli uomini e l'intelligence.

La seconda esigenza è quella di mantenere un deterrente. L'esercito statunitense protegge le rotte navali del mondo e, in linea di principio, mantiene la pace. Se i pirati somali dovessero dare troppi problemi, sarebbero le forze militari americane, alla fine, a doverli fermare. Se i cinesi dovessero pensare a muovere azioni offensive in Asia, sarebbe il timore di una reazione americana a renderli cauti. Queste esigenze sarebbero però sicuramente soddisfatte da un esercito più snello, con costi ottimizzati, più efficiente e consapevole della forza dei potenziali avversari. La Marina statunitense ha 11 gruppi di portaerei: la Cina non ne ha nessuno. Il budget statunitense del 2009 per la difesa è di 655 miliardi di dollari, quello della Cina di 70 miliardi, e quello della Russia di 50.

L' aumento dei costi in sé, per l'America, è superiore ai budget annuali per la difesa di Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia messe insieme. La cosa dà più l impressione di assurde stravaganze e sprechi che di deterrenza. Il prossimo appuntamento, per Gates, è la riflessione strategica legata alla Quadrennial Defense Review. Dovrebbe cogliere questa occasione - l'ultima che ha per lasciare un'eredità duratura - e spingere gli Stati Uniti verso una strategia militare modellata sul mondo in cui oggi viviamo. Questo lo renderebbe un vero genio. A dimostrarlo, tutti gli sciocchi sicuramente si coalizzerebbero contro di lui.

Traduzione di Maria Sepa