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domenica 17 maggio 2009

Depressione post parto anche per i papà

Segnalo questo articolo pubblicato da Adnkronos che evidenzia un aspetto poco noto

Depressione post parto anche per i papà, 5 su 100 nel tunnel del mal di vivere.
15 maggio, ore 12:19 Milano, Adnkronos/Adnkronos Salute

- La depressione post-parto colpisce anche l'uomo. Spesso impreparati a diventare padri, o incapaci di adattarsi alle nuove responsabilità e alla rivoluzione portata dal bebe' nel menage quotidiano, 5 neopapà su 100 entrano nel tunnel del mal di vivere. Con gravi rischi per il benessere della coppia, della partner e del bambino.

3 commenti:

Franco Gatti ha detto...

Depressione post parto anche per i papà, 5 su 100 nel tunnel del mal di vivere.
15 maggio, ore 12:19 Milano, Adnkronos/Adnkronos Salute

- La depressione post-parto colpisce anche l'uomo. Spesso impreparati a diventare padri, o incapaci di adattarsi alle nuove responsabilità e alla rivoluzione portata dal bebe' nel menage quotidiano, 5 neopapà su 100 entrano nel tunnel del mal di vivere. Con gravi rischi per il benessere della coppia, della partner e del bambino.

A descrivere la versione maschile del 'baby-blues', sperimentato in forma patologica dal 10-12% delle mamme, è uno studio condotto a Milano dall'equipe dello psichiatra Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli. I dati sono stati diffusi oggi in Comune, durante la presentazione del nuovo sito web www.centropsichedonna.it. "Abbiamo replicato, in piccolo, uno studio britannico pubblicato sulla rivista 'Lancet', secondo cui il 4% dei padri soffre di depressione post-parto - spiega Mencacci - Abbiamo arruolato 120 neopapà, tutti italiani, 35 anni in media, con un lavoro stabile e un livello di istruzione medio-alta. E i risultati sono in linea con quelli inglesi: il 5% del nostro campione, analizzato sulla base di specifiche scale di valutazione scientificamente validate, ha mostrato una forma di depressione" direttamente legata al lieto evento. "Sintomi che durano circa un anno, quindi un po' meno rispetto a quelli femminili - aggiunge l'esperto - ma che possono avere pesanti ripercussioni sulla vita della coppia e del bebè", avverte. Tra i partner nascono incomprensioni che "possono portare anche alla rottura del rapporto". Ma quel che è peggio, sottolinea Mencacci, è che "un padre depresso può anche diventare violento nei confronti della donna e del bambino". Non solo: "Nei bimbi maschi questo malessere paterno può portare a disturbi comportamentali già evidenti nella prima adolescenza", precisa. La depressione scatenata dall'arrivo di un figlio resta un grande tabù. "Tutti si aspettano che una nascita sia per forza di cose un momento di gioia, quindi le vittime della depressione post-parto vivono un'insopportabile vergogna", testimonia Mencacci. Ecco perché con il nuovo portale "vogliamo offrire un supporto concreto alle neomamme, ma anche ai papà, ai nonni" e a tutti gli uomini della famiglia. Nella società moderna, infatti, il 'sesso forte' diventa un remoto ricordo: "Se le donne vivono grandi disagi, i maschi soffrono enormi debolezze". Ma perché il baby-blues ha 'contagiato' i papà? "I problemi alla base non sono sicuramente biologici e ormonali, come può accadere nella donna - prosegue lo psichiatra - Per l'uomo si tratta invece di una reazione allo stress, una difficoltà di adattamento associata a diversi fattori. Molti padri, per esempio, oggi sono assolutamente impreparati al progetto genitoriale, alla trasformazione della donna durante e dopo la gravidanza, alla fatica di ritrovare un equilibrio di coppia dopo la nascita di un bimbo e all'impossibilità materiale che tutto ritorni come prima".

Tratto da: http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.3316133231

Anonimo ha detto...

mi e' anzi penso di averlo anche io mi e' nata la prima figlia e non mi e' successo niente,o poco direi il secondo che a nove mesi....sono andato giu di testa ,ho paura di fargli del male e questo mi fa tare male, molto male mi fa stare male perche' dovrebbe esere una gioia invece niente, come posso fare mi potete aiutare,nsarei felicissimo graie

Franco Gatti ha detto...

caro anonimo, mi dispiace e vorrei aiutarti.
Inoltre il tuo mesaggio è anonimo e non ho alcun modo per rintracciarti, e non so neppure dove vivi.

Credo che la cosa giusta da fare sia parlarne con qualcuno, ad esempio col tuo medico di famiglia o col pediatra.
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