IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

lunedì 11 maggio 2009

Etica "flessibile"

Segnalo un articolo pubblicato da Libero. Un quotidiano che nella stessa pagina di questo articolo pubblicizza un libro dedicato al grande SILVIO.
L'unica domanda che mi posso fare è:

MA I SEDICENTI CATTOLICI DEL PDL NON HANNO NULLA DA DIRE ?

Tratto da: http://www.libero-news.it/webeditorials/view/1003
La Cei: Italia un'accozzaglia sregolata ma la multiculturalità c'è già

Fa niente se ci sono regole e leggi europee che dicono che respingere i barconi di clandestini in acque internazionali non solo si può, ma pure si deve. Fa niente se l'Africa non è un Paese, ma un Continente che contiene circa 517 milioni di abitanti, la maggior parte dei quali sogna fin da piccolo di venire in Europa. Fa niente se una volta arrivati qui non hanno niente da fare, se non pulire i vetri ai semafori: sarà dignitoso questo. Fa niente se poi, nello Stato del Vaticano, fanno fatica a far entrare gli italiani, figuriamoci i clandestini. Per i vescovi respingere i barconi carichi di disperati non è bello, e fin qui potremmo anche concordare ma, come si sa, non sempre quel che è bello e quel che è necessario concordano. Per i vescovi è anche cattivo. Moralmente.

L'Italia multietnica e multiculturale è ''un valore'' ed esiste già ''di fatto'', ha detto infatti il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, aggiungendo anche che ''il problema è il modo in cui le culture e le presenze si rapportano perché non si cresce insieme in una accozzaglia disordinata e sregolata''.
Secondo il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, insomma, le questioni legate alla multietnicità e alla multiculturalità in Italia ''sono discorsi superati, nel senso che la molteplicità è un fatto. Ed è anche un valore'. Il problema è invece il modo in cui le culture e le presenze si rapportano'. 'Non si cresce insieme in un'accozzaglia disordinata e sregolata ma a partire da un tessuto storico, sociale e culturale comune che costituisce il volto, l'identità di un paese''.

Cioé in sostanza, dice il vescovo, il problema non è che l'orda affamata ci assale, ma che noi siamo un'accozzaglia priva di basi e di comune senso storico tale per cui non siamo in grado di accoglierli. Il problema è che noi non abbiamo un'identità, non che loro attraversano il mare e si piazzano qui. E' accaduto tanto spesso, in passato: l'Impero romano si è squagliato come neve al sole non perché è stato invaso dai barabari, ma perché non era più il forte e morale Impero dei vecchi tempi: l'identità del popolo romano non era integra, i barbari hanno avuto gioco facile. Questo ci stanno dicendo i vescovi: siamo sfatti, come popolo. Siete d'accordo?
Albina Perri

1 commento:

Franco Gatti ha detto...

IMMIGRATI, BINDI: RIMPATRIO PER ITALIA NON È VITTORIA MA VERGOGNA
da Adnkronos


«Ha ragione monsignor Marchetto, il respingimento preventivo dei migranti in Libia rappresenta un'evidente violazione dei diritti umani. La condanna dell'Onu, come quella di tutte le principali organizzazioni non governative, dovrebbe far riflettere il ministro Maroni: per l'Italia non si tratta di una vittoria ma di una vergogna. Così com'è vergognosa la farneticante ipotesi di istituire forme di segregazione sui mezzi di trasporto pubblici». Lo afferma Rosy Bindi del Pd.

«Sono scelte e proposte che fanno male al paese, erodono i valori di giustizia e solidarietà e i principi del rispetto della vita e della dignità umana. Non ci sono scusanti alla strategia della Lega, che rincorre una immediata visibilità elettorale e però mette a repentaglio i fondamenti etici della nostra convivenza democratica», conclude.

tratto da: http://www.democraticidavvero.it/adon.pl?act=doc&doc=4082http://www.democraticidavvero.it/adon.pl?act=doc&doc=4082