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giovedì 25 dicembre 2008

Natale

Oggi è Natale, ed ieri il Cardinale Bagnasco ha fatto parecchie dichiarazioni alle quali sarebbe utile dare adeguato spazio. Ma sono buono, e le metto tutte assieme ...
N.B.: le sottolineature in grassetto sono mie.

Vescovi: affondo di Bagnasco su Ru486, politici, media e scuola
MILANO (Reuters) - Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Angelo Bagnasco, è tornato oggi a criticare aspramente la pillola abortiva Ru486 -- che permette di interrompere una gravidanza senza dover affrontare la sala operatoria, e la cui procedura di valutazione è in corso presso l'Agenzia italiana del farmaco -- in una intervista al giornale cattolico Famiglia Cristiana.
Il cardinale ha inoltre criticato i politici invitandoli a litigare meno e confrontarsi su obiettivi unitari, ha attaccato quegli organi di informazione che accusano la Chiesa di ingerenze nella vita politica, ha difeso la retromarcia del governo che ha ripristinato i finanziamenti alle scuole private, e infine, tornando sul caso di Eluana Englaro, ha auspicato una legge sul "fine vita" che preveda come irrinunciabili idratazione e nutrizione, che quindi non potranno essere equiparate ad accanimento terapeutico.

"Non dobbiamo cercare tutti i modi per abortire meglio e più in fretta - ha detto nell'intervista il presidente della Cei - Ma lavorare perché si possa scegliere di non abortire, con aiuti alle donne, alle coppie, alle famiglie. La RU486 è una cosa grave, si rischia di banalizzare l'aborto e dimenticare la prima parte della 194, quella sulla prevenzione".

Tornando sul caso di Eluana Englaro - la donna in coma vegetativo da oltre 16 anni per la quale la Cassazione ha recentemente dato il via libera al blocco dell'alimentazione e dell'idratazione, via libera a cui si è opposto il governo di centrodestra - l'alto prelato definisce "indispensabile, dopo le recenti sentenze della magistratura" una legge sul fine vita. "Dovrà avere un ampio consenso - dice il prelato nell'intervista - e prevedere come irrinunciabili idratazione e nutrizione, che non sono terapie. E poi, deve salvaguardare la responsabilità del medico, che non può essere ridotto a semplice notaio di decisioni altrui. Anche le dichiarazioni eventuali del paziente devono essere assolutamente documentate e certe, e non suscettibili di interpretazioni da parte di nessuno".

Bagnasco ha invitato poi i politici a parlarsi "di più, litigate meno e confrontatevi su obiettivi unitari", e, a proposito del ripetersi di nuovi episodi di corruzione, ha dichiarato: "E' evidente che un uomo pubblico ha più responsabilità di altri. Ma non bisogna cadere nella cultura sistematica del sospetto, porta alla paralisi, a un clima generalizzato di paura che impedisce di prendere decisioni a qualsiasi livello".

Sui fondi alla scuola cattolica, poi ripristinati, il cardinale ha ricordato che "dalla legge finanziaria di quest'anno, invece, sembravano essere spariti e ciò avrebbe messo in seria difficoltà la scuola paritaria. Sono soldi che non vanno ai vescovi, ma servono per pagare gli stipendi. Questa valutazione ha avuto un'adeguata risposta, che è stata rispettosa della prassi seguita negli anni passati. Nulla di più, anzi semmai qualcosa di meno".

La stoccata finale, il porporato la riserva a quei mezzi di informazioni critici con la Chiesa e il Vaticano. Le accuse di "alcuni giornali" alla Chiesa, di essere una casta e di compiere "ingerenza" sono "ideologiche" e la "gente" valuta in modo diverso e ha fiducia nella Chiesa. "Senza le parrocchie l'Italia sarebbe peggiore". "C'è un problema a livello europeo di una libertà malintesa, per la quale l'individuo diventa il criterio assoluto di ogni singola scelta. E lo pensano anche coloro che ritengono la Chiesa, per altri versi, un'istituzione indispensabile. Noi dobbiamo far capire che quando la Chiesa dice no su alcuni temi, lo fa per difendere la vita, l'uomo, la sua intelligenza. Questa è una grande sfida educativa di carattere antropologico. Occorre tempo per vincerla", ha detto ancora Bagnasco.

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