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lunedì 22 dicembre 2008

Andrea Collini a proposito del "caso" Englaro

Segnalo una interessante dichiarazione del Consigliere Comunale Andrea Collini.
In questo periodo ho spesso dovuto assistere a prese di posizione come quelle di Trimboli... e non sempre ho avuto la possibilità di rispondere con la lucidità e la preparazione del Consigliere Collini !


Risposta al Consigliere Trimboli sul caso Englaro
di Andrea Collini, 19 Dicembre 2008


Lo scorso Consiglio Comunale il Consigliere di Forza Italia Antonio Trimboli ha letto una comunicazione riguardante il caso Eluana Englaro.
Mi spiace dover vedere, dopo la martellante polemica subita a livello nazionale e che continua tutt’oggi, questo fatto portato anche all’interno di questo Consiglio Comunale.
Trovo a dir poco inadeguato arrogarsi il diritto di giudicare e commentare un caso sopra cui bisognerebbe solo stare in silenzio e rispettare la delicatezza della situazione in cui si trova la famiglia di Eluana, e penso sia un abuso entrare nel privato di una famiglia che ha già subito una così grave disgrazia, pretendendo di condannare una scelta che non possiamo capire su una persona che non abbiamo neanche conosciuto.
Avrei numerosi argomenti per ribattere le motivazioni addotte dal Consigliere Trimboli, che ha tentato di dipingere l’esistenza umana come una dicotomia perfetta, ma come ho già detto, il silenzio è l’argomento che più si addice a questa situazione.
Voglio invece farLe notare, Consigliere Trimboli, che le Sue affermazioni sull’eutanasia sono del tutto false. Ricordo che nel nostro Stato, nonostante se ne parli da quattro legislature, non esiste una legge sul testamento biologico, che è il mezzo che dovrebbe normare la possibilità del cittadino di stabilire che cosa vuole gli sia fatto. La Magistratura quindi, essendo chiamata dal padre di Eluana a pronunciarsi, non poteva fare a meno di farlo, e lo ha fatto usando l’unico mezzo a sua disposizione, ovvero Costituzione, che afferma il diritto del cittadino di essere curato nel miglior modo possibile, ma non stabilisce l’obbligo di farsi curare.
Invito quindi a trattare questi argomenti con più competenza e, sopratutto, con più pudore.

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