IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

domenica 15 marzo 2009

Caro Pdl, sui candidati se ci sei batti un colpo

Tratto da: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335950
di Redazione, Sabato 14 marzo 2009, 07:00

È vero che è difficile immaginare che in giugno un Pd disastrato a livello nazionale possa mantenere il controllo della Provincia, dove vinse per il rotto della cuffia nel 2004, quando il secondo governo Berlusconi era già in difficoltà. Tuttavia, il centro-destra commetterebbe un grave atto di leggerezza se non mettesse fine alle sue più o meno sotterranee diatribe interne e non si ricompattasse subito dietro Guido Podestà, un ottimo candidato, con una lunga e fruttuosa esperienza europea, che sembra avere la sola colpa di essersi battuto - nella sua qualità di coordinatore regionale del Pdl - con troppo vigore contro la Lega nel lungo braccio di ferro per la divisione delle candidature.
Filippo Penati, infatti, è un avversario di tutto rispetto, ...
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1 commento:

Franco Gatti ha detto...

Tratto da: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335950 di Redazione, Sabato 14 marzo 2009, 07:00

È vero che è difficile immaginare che in giugno un Pd disastrato a livello nazionale possa mantenere il controllo della Provincia, dove vinse per il rotto della cuffia nel 2004, quando il secondo governo Berlusconi era già in difficoltà. Tuttavia, il centro-destra commetterebbe un grave atto di leggerezza se non mettesse fine alle sue più o meno sotterranee diatribe interne e non si ricompattasse subito dietro Guido Podestà, un ottimo candidato, con una lunga e fruttuosa esperienza europea, che sembra avere la sola colpa di essersi battuto - nella sua qualità di coordinatore regionale del Pdl - con troppo vigore contro la Lega nel lungo braccio di ferro per la divisione delle candidature.Filippo Penati, infatti, è un avversario di tutto rispetto, che non solo ha saputo smarcarsi da alcune delle posizioni più «scomode» del suo partito, non solo si è sbarazzato della zavorra dell'estrema sinistra, ma in cinque anni si è anche conquistato una visibilità sui media che il suo avversario non ha ancora. Per dirla in due parole, Penati è già stato in grado di avviare a pieno regime la campagna elettorale, Podestà si trova ancora in una laboriosa fase preparatoria in cui non può dedicarsi a tempo pieno al lancio della sua candidatura. Per rendersi conto della situazione, basta confrontare il numero di volte in cui il nome dei due rivali è comparso questa settimana sui fogli della free-press locale, che non fanno certo opinione, ma hanno nondimeno la capacità di influenzare i cittadini che seguono solo distrattamente le vicende politiche locali. Sia ben chiaro, non è ancora ora di invocare per Podestà il mitico «Se ci sei batti un colpo». Dopo tutto, mancano ancora due mesi e mezzo al voto, la gente è distratta da altri problemi e c'è tutto il tempo per recuperare. Ma chi nel centro-destra è responsabile per la ritardata partenza farà bene a ricordarsi che la riconquista di Palazzo Isimbardi, e il conseguente ristabilimento della omogeneità amministrativa a Milano (Regione-Provincia-Comune) rappresenta il principale obbiettivo della coalizione in Lombardia e non può essere mancato.