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venerdì 5 luglio 2013

Un plagio di un altro metodo gia' sviluppato, e soprattutto una tecnica inefficace. La prestigiosa rivista Nature ha stroncato ieri il metodo Stamina, che utilizza cellule staminali mesenchimali, scoprendo che alla base del metodo ci sono dati non validi.

'Nature' contro Stamina, "E' un plagio e del tutto inefficace"
 15:41 03 LUG 2013(AGI) - Roma, 3 lug. - Un plagio di un altro metodo gia' sviluppato, e soprattutto una tecnica inefficace. La prestigiosa rivista Nature ha stroncato ieri il metodo Stamina, che utilizza cellule staminali mesenchimali, scoprendo che alla base del metodo ci sono dati non validi. Le immagini utilizzate nella domanda di brevetto presentata nel 2010 negli Stati Uniti da Davide Vannoni, e rigettata, sono anzitutto duplicati di altri paper. Un'immagine in particolare, quella piu' importante nella richiesta di brevetto, che raffigura apparentemente due neuroni ottenuti da cellule staminali prelevate dal midollo osseo non e' originale, ma frutto di un plagio. La figura sarebbe identica a quella di un paper pubblicato nel 2003 da un gruppo di ricercatori russo, coordinato da Elena Schegelskaya, biologa molecolare presso il Kharkov National Medical Universit, che non ha poi avuto seguito.
Per Stamina quella immagine dimostrerebbe l'efficacia nel trasformare in neuroni, in sole due ore, le cellule mesenchimiali con acido retinoico sciolto in etanolo ad una concentrazione 20 micromolare. Per gli scienziati russi invece occorrerebbe una concentrazione dieci volte piu' diluita e almeno tre giorni per trasformare le cellule in neuroni. "In realta', si parla di neuroni che non sono neuroni", ha detto Elena Cattaneo, esperta di staminali all'Universita' di Milano. Nature avrebbe dimostrato, oltre l'invalidita' del metodo rigettato dall'ufficio brevetti americano, anche il presunto plagio delle immagini. L'accusa viene da alcuni ricercatori italiani, ed e' stata confermata indipendentemente da un'indagine della rivista. La terapia prevede di estrarre cellule dal midollo osseo del paziente, manipolarle in vitro e iniettarle di nuovo nel paziente. Vannoni si e' ripetutamente rifiutato di rivelare i dettagli del suo metodo oltre a quelli gia' presenti sulla richiesta di brevetto: "Nature ha indipendentemente confermato - scrive il sito della rivista - che un grafico chiave nella richiesta, che descrive due cellule nervose che si sono apparentemente differenziate da quelle del midollo, non sono originali. Un esperto di staminali ha confermato che il grafico mostrato in figura 3 della richiesta di Vannoni e' identico a uno in figura 2b di un articolo pubblicato nel 2003 da un team di ricercatori di Russia e Ucraina". La circostanza e' stata confermata da Elena Schegelskaya, uno dei coautori dell'articolo, che ha riconosciuto anche un'altra figura copiata, precisando che i grafici erano stati ottenuti in condizioni molto diverse da quelle descritte da Vannoni. Fino a questo momento, sottolinea Elena Cattaneo dell'universita' di Milano, le cellule del midollo osseo sono state convertite solo in ossa, cartilagine o pelle: "Nessuno e' mai riuscito a dimostrare in maniera convincente che possano essere convertite in cellule nervose". Lo scorso anno, ricorda Nature, l'ufficio brevetti statunitense ha emesso una 'prebocciatura' della richiesta, che poteva essere ripresentata con nuovi dati, ma a quanto risulta Vannoni non lo ha mai fatto. "Non sono meravigliato - commenta alla rivista Luca Pani, direttore generale dell'Aifa - sapevo che non esisteva un metodo scientifico codificato". Una sperimentazione con criteri scientifici del 'metodo Vannoni', finanziata con tre milioni di euro di fondi pubblici, doveva partire a luglio, ma ci sono stati dei ritardi dovuti al rifiuto di Vannoni di fornire le proprie metodologie. "Questa sperimentazione - spiega al sito Paolo Bianco dell'universita' Sapienza di Roma - e' una perdita di soldi, e da' false speranze a famiglie disperate". (AGI) .

Tratto da: http://www.agi.it/cronaca/notizie/201307031541-cro-rt10209-nature_contro_stamina_e_un_plagio_e_del_tutto_inefficace

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L'INDAGINE DELLA PRESTIGIOSA RIVISTA
Metodo Stamina, la denuncia di Nature:
«Plagio e dati fallaci nella domanda di brevetto»
Stroncato il controverso metodo di Vannoni: «Plagio di un altro studio russo e soprattutto tecnica inefficace»

Davide Vannoni a una manifestazione in sostegno del metodo Stamina, a Roma (LaPresse)La notizia è approdata sul sito online della rivista inglese Nature (una delle più accreditate al mondo) più o meno alle sette di martedì sera e dice: la sperimentazione con cellule staminali, secondo il metodo Stamina di Davide Vannoni, accolta dalle autorità italiane (l'Aifa, l'agenzia dei farmaci italiana e il ministero della Salute) per la sperimentazione, si basa su dati falsi. O più precisamente: secondo l'inchiesta della rivista, la documentazione, presentata per la richiesta di brevetto per il metodo Stamina, si avvale di documenti «scippati» ad altri ricercatori. Russi e ucraini, in questo caso. Un passo indietro: Davide Vannoni, uno psicologo che si è trasformato (dice Nature) in un imprenditore sanitario, propone da tempo una terapia che si basa sulla somministrazione di cellule staminali e che dovrebbe curare un'infinità di malattie, comprese certe patologie rare che colpiscono soprattutto i bambini. L'idea è quella di prelevare cellule staminali del midollo osseo dei pazienti, di moltiplicarle in laboratorio e di iniettarle nei malati in modo da curare una serie di malattie che vanno dal Parkinson, all'Alzheimer e a certe malattie rare dei bambini.
SOFIA E GLI ALTRI - Il caso di Sofia è uno di quelli che ha scosso l'opinione pubblica italiana: la bambina di tre anni, affetta da displasia metacromatica (una malattia che provoca la degenerazione del sistema nervoso, con paralisi e cecità) è stata presa come esempio, in alcune trasmissioni televisive, per promuovere questa tecnica e ha spinto i magistrati a imporre la cura in molti casi analoghi. Così all'ospedale di Trieste prima e di Brescia poi (dove opera un medico legato a Vannoni) molti pazienti sono stati trattati con questo protocollo. Nonostante la Procura di Torino, guidata da Raffaele Guariniello avesse in più occasioni sospeso le cure per mancanza di documentazione scientifica di validità. Adesso le autorità italiane hanno accettato di sperimentare il metodo, ma a costi altissimi: ben tre milioni di euro per provare un trattamento che, fino a oggi, non ha trovato alcun riscontro scientifico (e la rivista Nature, espressione della comunità medica internazionale non si capacita). Ed ecco un'altra notizia: il protocollo della sperimentazione, che doveva essere presentato all'inizio di luglio, non c'è. Davide Vannoni ha chiesto alle autorità italiane un rinvio e probabilmente se ne parlerà dopo l'estate.

LE ACCUSE - Intanto la rivista Nature ha scoperto altre cose. La richiesta di brevetto per questo metodo si basa su dati non originali della Stamina Foundation (l'organizzazione di Vannoni), ma trovati da altri ricercatori. Insomma, la prestigiosa rivista scientifica ha evidenziato che la richiesta di brevetto per la metodica Stamina si basa sulla dimostrazione che alcune cellule nervose possono derivare da cellule del midollo osseo. Ma questa «prova» è stata «copiata» da una ricerca scientifica, presentata nel 2003, da un gruppo composto da ricercatori russi e ucraini. Elena Schegelskaya, una biologa molecolare della Kharkov National Medical University e coautrice della ricerca pubblicata nel 2003 ha dichiarato a Nature che le immagini riprese nella domanda di brevetto della Stamina erano originate dal loro lavoro. Vannoni replica: «È il solito articolo politico e non scopre nessun segreto. Noi abbiamo sempre lavorato e condiviso materiale con i russi e gli ucraini, che ci hanno aiutato a perfezionare la metodica. Non c'è niente di trafugato e ho già detto in varie occasioni che il nucleo della metodica deriva dagli studi di due scienziati russi. Peraltro i russi hanno insegnato e lavorato con noi in Italia». Una polemica che si trascinerà nei prossimi tempi e che farà ancora discutere.

Adriana Bazzi
2 luglio 2013 (modifica il 4 luglio 2013)
Tratto da: http://www.corriere.it/salute/13_luglio_02/stamina-nature-dice-che-e-plagio-inefficace_6a6907b2-e346-11e2-a1f9-62e4ef08d60d.shtml

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