IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

venerdì 25 luglio 2014

Il Governo contro i Segretari Comunali

A leggere l'articolo di Nando dalla Chiesa si resta ancora una volta colpiti dalla ferma volontà del Governo guidato da Matteo Renzi di eliminare i controlli sulla gestione della "res publica".
Province e città metropolitane con a capo nominati, Senato fatto da nominati, legge elettorale per mantenere un Parlamento di nominati, riforma costituzionale per dare tutto il potere al leader del partito che dovesse vincere le elezioni, senza alcun possibile controllo efficace da parte delle opposizioni.

Ora, in un comma subdolo e seminascosto, nel decreto legge 24 giugno 2014, n. 90: ‘Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari’ è stata inserita una norma che consente l'assunzione diretta  senza titoli di studio e senza concorso e con la qualifica di dirigente , di fiduciari-portaborse, al posto dei Segretari Comunali che rappresentavano lo Stato, ed avrebbero potuto vigilare sulla correttezza dell'operato dei Sindaci e delle Giunte.
Basta con lacci e laccioli!  Che siano gli stessi Sindaci a scegliersi il controllore più flessibile alle loro "esigenze"...

Giuseppe Mendicino commenta:  "Secondo me la pericolosità di questa operazione è del tutto ignota agli stessi che l’hanno pensata, credo sia solo il frutto di una superficialità sconfinata".
Non sono d'accordo.  Secondo me il Governo guidato da Matteo Renzi sta scientemente, insistentemente, caparbiamente, volutamente ponendo le basi per un futuro dove democrazia ed onestà abbiano più difficoltà ad esprimersi.

Qui Arcore. Appassionata difesa dei segretari comunali
Scritto da Nando dalla Chiesa, Thursday 24 July 2014
Lo ammetto: avevo preso un granchio. Dopo averlo conosciuto e averci chiacchierato una sera mi ero convinto che quella di segretario comunale fosse per lui come una seconda occupazione. Giuseppe Mendicino era per me soprattutto un brillante intellettuale di provincia, di quelli che leggono più libri e ne sanno più di qualsiasi professorone. Razza preziosa per il paese, giusta miscela di etica e cultura. Mi parlava con devozione filiale di Mario Rigoni Stern, il grande scrittore veneto de Il sergente nella neve, l’Altopiano di Asiago, simbolo di un’epopea. Mi aveva donato con orgoglio proprio uno dei suoi libri dedicati a lui, ne ha pubblicato uno anche con Einaudi. E mi aveva parlato di un altro progetto, la biografia del Maestro ormai scomparso. Verso i cinquanta, lo sguardo da ragazzo allegro sotto gli occhiali leggeri, Mendicino si muoveva sciolto tra narrativa e saggistica, certo più che tra le tangenziali della Brianza, su cui mostra l’innocenza spaesata di un bambino sull’autoscontro.
E invece fa il segretario comunale per davvero. Con senso altissimo del ruolo. Per questo oggi chiede ascolto e scrive e sollecita e pungola chiunque a suo avviso possa dire qualcosa sul problema che gli sta più a cuore: l’abolizione dei segretari comunali. Già, perché anche questo ci stanno regalando le riforme istituzionali in arrivo come un diluvio dai cieli della politica. L’intellettuale burocrate è sconvolto dai tanti silenzi di pietra. “Ma si rende conto? In migliaia di comuni sparirà un importante riferimento per la tutela della legalità. Forse non lo si capisce, ma il segretario comunale era colui che, specie in certe regioni, incoraggiava i dipendenti comunali a resistere a contesti corrotti o clientelari. Siamo tutti dei santi? No di certo, come in tutte le categorie ci sono stati buoni e cattivi, ma in generale si tratta di dirigenti competenti e scarsamente politicizzati. Purtroppo è un segno dei tempi anche questo. Evidentemente è un momento storico-politico in cui si punta tutto sui nominati dalla politica, non solo per il Senato ma anche per la dirigenza pubblica. 
Sa che le dico? Che i dipendenti comunali, in tanti piccoli comuni, saranno privi dello scudo di legalità che ha impedito tante malefatte. Pensi, questo governo ha nominato Raffaele Cantone Commissario contro la corruzione. Ecco, proprio Cantone ha riconosciuto il ruolo svolto da queste persone nella storia recente del paese. Nel suo libro Operazione Penelope ha scritto: ‘tanti segretari comunali si sono dimostrati le migliori sentinelle contro il malaffare’. Appunto, le migliori sentinelle. Ora invece gli amministratori onesti saranno privati di un aiuto vitale per muoversi nell'intricatissima normativa amministrativa, civile e a penale del nostro Paese. Ossia per capire come agire nel rispetto della legge. Glielo spiegherà uno di nomina politica. Con effetti evidenti su un tasso di legalità che già è piombato ai minimi storici”. 
Il segretario si accalora. Anche perché ancora non vi abbiamo detto in quale paese o cittadina svolga la sua missione. Ma sì, Giuseppe Mendicino, nativo di Arezzo, lavora ad Agrate Brianza e soprattutto ad Arcore. Qui, nel luogo da cui è partita per anni una ininterrotta offensiva di governo contro la legalità, nel luogo simbolo della politica cortigiana e dell’insofferenza per i controllori, fossero giudici o guardie di finanza, c’è questo signore che brucia di ingiustizia. Che, come un cicerone divertito, indica ai suoi interlocutori la villa dove entravano yes-men e ragazze eleganti (e il bar dove le scorte commentavano…) e al tempo stesso parla indignato di legalità da difendere.
“Secondo me la pericolosità di questa operazione è del tutto ignota agli stessi che l’hanno pensata, credo sia solo il frutto di una superficialità sconfinata. Sto scrivendo a tutti. Ho già avuto il sostegno di tanti uomini-simbolo della legalità. Lo stesso Cantone, per esempio. E poi Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo o Corrado Stajano…Il paese lo deve sapere: perché mentre viene distrutta una categoria di servitori dello Stato competenti e selezionati con concorsi severi e ripetuti come vuole l’ articolo 97 della Costituzione, vengono parallelamente favoriti i portaborse nominati dai politici senza titoli di studio e professionali, e senza concorso. Dove sta l’inghippo? Sta in un comma subdolo e seminascosto, nel decreto legge 24 giugno 2014, n. 90: ‘Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari’. Qui è stata inserita una norma che consente l'assunzione diretta   senza titoli di studio e senza concorso e con la qualifica di dirigente , di fiduciari-portaborse. Capito? ‘Misure per la trasparenza amministrativa’!!” 
Qualcuno potrebbe pensare a una reazione corporativa. No, perché il posto di lavoro non è a rischio. A rischio, sottolinea Mendicino, è la legalità nei nostri ottomila comuni, già indebolita dalla legge che aveva previsto che ogni sindaco potesse scegliersi il suo segretario comunale. “Oggi è la fine di una figura storica”.
Eh sì, avevo preso un granchio. Segretario comunale per vocazione civile. “Però oggi non mi chiami. Non avrò campo. Sa, sono arrivato adesso ad Asiago per una camminata tra i monti di Rigoni Stern…”

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