IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

venerdì 25 luglio 2014

Se il Ministro per le riforme Maria on. Elena Boschi potesse leggere questa lettera! (2)

Faccio seguito al precedente post LINK copiando un commento trovato nello stesso sito.
Contiene riflessioni che nonostante il linguaggio un po' crudo consiglierei di stampare ed affiggere nelle sedi dei circoli del PD, perché iscritti e simpatizzanti di quel partito possano riflettere sui risultati delle "riforme" che stanno sostenendo.

kthrcds dice:

Ciò che sembra caratterizzare l’entourage di Renzi è il pressapochismo e l’incompetenza, cementati da una solida sovrastima di sé stessi. Costoro stanno lavorando su riforme scritte da altri di cui non capiscono la portata, né sono in grado di prevedere le inevitabili derive autocratiche che favoriranno – basta ascoltare i vaneggiamenti dei vari Orfini, Nardella, Taddei, Bonafè, Moretti, ecc., che duettano con giornalisti sempre più improbabili e inattendibili nel corso di quelle deprimenti fiere della propaganda che sono i talk show tv.
Ma loro sembrano contenti così: di recitare la parte dei giovani e delle giovani donne (che, sia detto una volta per tutte, sono in tutto e per tutto uguali agli uomini, in termini di presunzione, incompetenza, arroganza, faciloneria e pressapochismo) e, in forza degli 11 milioni di voti presi in virtù dell’abbandono dell’avversario, sembrano essersi davvero convinti di essere dei riformatori, degli statisti, nientemeno.

“11 milioni di italiani ci chiedono di fare le riforme”, ripete spesso e volentieri Renzi quando ha finito il repertorio di battute da sacrestia, glissando sulla circostanza che i restanti 38 milioni non gli hanno chiesto proprio nulla; tranne forse di tornarsene a Firenze.
Dovranno comunque accelerare i tempi, perché quando dopo l’estate arriverà l’ennesima randellata sotto forma di “manovra”, Renzi avrà un bel da fare a convincere la popolazione che lui è l’innovatore di cui l’Italia aveva estremo bisogno.
Cosi come già per Monti e Letta, anche il declino di Renzi sarà repentino e tutti faranno a gara per disconoscerlo.
E non appena la destra toglierà di mezzo quell’ingombrante catafalco che è Berlusconi, vincerà le prossime politiche senza sforzo sull’onda dell’inevitabile fallimento renziano e di quel berlusconismo che il sire dei babbei ha inoculato irreversibilmente nella società italiana.

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