IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

sabato 7 febbraio 2009

I nuovi barbari (2)

Condivido e pubblico anche i commenti di MSF - Medici senza frontiere ed in particolare di Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf Italia:

MSF è sconcertata per la scelta del Senato di ignorare il grido di allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche, e continuerà la sua battaglia affinché l'emendamento della Lega Nord al pacchetto sicurezza che cancella la norma secondo cui il personale sanitario non deve denunciare lo straniero clandestino che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche venga bocciato dalla Camera.
Msf esprime profonda preoccupazione e allarme per le conseguenze dell'approvazione dell'emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità degli immigrati irregolari. L'ambiguità conseguente a tale abrogazione e, di conseguenza, il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerà nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie.
Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa 'marginalizzazione sanitaria' di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio.
Siamo sconcertati per la scelta del Senato di avere consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile. Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione.

Msf, promotrice insieme a Simm (Società italiana di medicina delle migrazioni), Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) e Oisg (Osservatorio italiano sulla salute globale) della campagna 'Siamo medici e infermieri - Non siamo spie', si appella ora alla Camera dei deputati perché riveda la posizione assunta dal Senato sul comma 5.

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