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sabato 19 settembre 2009

Gli osservatori dell'Unione europea in Afghanistan

Gli osservatori: dubbi su un quarto dei voti - La replica: irresponsabili - La Ue rovina la festa a Karzai
di Roberto Bongiorni - 17 settembre 2009

«Abbiamo calcolato che ci sono un milione e mezzo di voti sospetti». Il clamoroso annuncio arriva da Dimitra Ioannou, vice-capo della missione di osservatori inviati dall'Unione europea in Afghanistan e conferma i timori di chi parlava di frodi su larga scala nelle controverse elezioni presidenziali del 20 agosto. Se l'opinione degli osservatori europei – che non hanno tuttavia alcun potere vincolante - venisse in seguito ufficializzata dalle autorità competenti, significherebbe che oltre il 25% dei voti scrutinati potrebbe essere irregolare. Il maggiore danneggiato è il presidente uscente Hamid Karzai: nel giorno in cui la commissione elettorale indipendente dell'Afghanistan ha comunicato il conteggio finale dei risultati, pur mantenendolo provvisorio (il 54,6%, circa tre milioni di voti, a Karzai, il 27,8% al suo rivale Abdullah), gli osservatori Ue ipotizzano brogli su un milione e 100mila voti assegnati al presidente uscente, su 300mila per il suo rivale Abdullah Abdullah e su 100mila per gli altri candidati.
Se i sospetti dell'Unione europea – più gravi rispetto a quelli espressi il giorno precedente dalla commissione per i reclami elettorali (il 10% dei voti da ricontare) Karzai - altrimenti vincente al primo turno - dovrebbe affrontare il ballottaggio guardato dalla comunità internazionale con crescente inquietudine.
Furiosa la reazione dell'entourage del presidente uscente. «L'annuncio del capo degli osservatori europei è sospetto, di parte, irresponsabile e in conflitto con la Costituzione dell'Afghanistan». «Non stiamo dicendo che ognuno di questi voti deve necessariamente essere fasullo. Ma è la dimostrazione che serve un'inchiesta approfondita in ognuno dei seggi sospetti», ha ribattuto Philippe Morillon, capo degli osservatori Ue. «Non abbiamo alcuna intenzione di scegliere noi il prossimo presidente dell'Afghanistan - ha aggiunto - ma ci rifiutiamo di essere complici di un qualunque tentativo di frode su vasta scala». «Gli osservatori Ue hanno il diritto di dare opinioni, di consigliare, ma non di protestare», ha precisato al commissione elettorale indipendente.
In un clima sempre più incerto – ci vorranno settimane, o forse mesi, per verificare i brogli e poi comunicare i risultati definitivi, e altre settimane per indire un eventuale ballottaggio (per il think tank Icos, complice l'inverno, si potrebbe slittare a maggio) - i talebani continuano la loro offensiva. Il malcontento tra l'opinione pubblica americana aumenta con il passare dei giorni. Una situazione difficile per il presidente americano Barack Obama, che già aveva autorizzato l'invio di ulteriori truppe - fino a 68mila soldati entro la fine del 2008.
Anche perché i vertici militari Usa hanno prospettato la necessità di ulteriori rinforzi. Martedì il capo di stato maggiore americano ammiraglio Michael Mullen aveva detto al Congresso che saranno «probabilmente» necessari rinforzi. Durante un incontro col premier canadese Stephen Harper, Obama ha detto ieri che intende «stabilire la giusta strategia» per l'Afghanistan prima di prendere decisioni sull'invio di mezzi e di truppe che non saranno dunque immediate.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ANSA.it

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da: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2009/10/07/visualizza_new.html_965669615.html

Elezioni in Afghanistan, più voti che votanti
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Lo evidenziano i dati riservati delle Nazioni Unite
07 ottobre, 09:37

ROMA - Dati riservati delle Nazioni Unite sulla contestata elezione presidenziale in Afghanistan mostrano che il conteggio dei voti ufficiali in alcune province supera il numero dei votanti di 100.000 unità o più. Lo scrive stamani il Washington Post sul suo sito. Nella provincia meridionale di Helmand, dove 134,804 voti sono stati registrati, le Nazioni Unite stimano che solo 38.000 persone, ma forse appena 5.000, abbiano effettivamente votato.

La Commissione elettorale indipendente ha riportato che 212.405 voti validi sono stati depositati nelle urne nella provincia di Paktika, fra i quali 193.541 per Karzai. Le Nazioni Unite hanno stimato però che soltanto 35.000 persone abbiano votato. Il Washington Post scrive che ci sono anche accuse di frodi per i sostenitori del principale avversario di Karzai, Abdullah Abdullah, ma in percentuale minore. Il portavoce dell'Onu a Kabul, Dan McNorton, ha detto al giornale che "le informazioni che avete sono dati grezzi non provati e dovrebbero essere valutati come tali". I risultati preliminari delle elezioni davano a Karzai il 54,6 dei voti, ma la Commissione per i ricorsi elettorali ha ordinato un nuovo conteggio del 12% dei seggi dopo aver riscontrato "chiare e convincenti prove di brogli".