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sabato 28 giugno 2014

Darsi la mano: un mdo per diffondere i germi. Che richiederebbe qualche riflessione in ambienti sanitari


Lavaggio mani disatteso. In ospedale bandire la stretta di mano

27 giu 2014 - Cosa fate se un medico, un dentista o un infermiere porge la sua mano per stringere la vostra? La risposta viene da un editoriale del Journal of american medical association, che suggerisce di bandire la stretta di mano dai contesti sanitari sostituendola con altri cenni di saluto che meno si prestano a diffondere infezioni, per esempio sorridere con un cenno del capo o agitare le mani. «Gli operatori sanitari hanno sulle mani germi dei tipi più diversi, e nonostante la proliferazione dei liquidi disinfettanti appesi su ogni muro, disimpegno, bagno o cucina, il personale non se le lava» dice Lynn Ramirez-Avila dell’Epidemiology and infection control, Ronald Reagan Ucla medical center, Los Angeles, California, coautrice dell’articolo, specificando che i tassi di lavaggio delle mani tra medici e infermieri si aggirano intorno al 40%. Per questo stringere la mano nelle sale d'attesa, mense, stanze di degenza e bagni a pazienti e visitatori che toccheranno a loro volta amici e parenti, non è una buona idea. Come non lo è lavarsi le mani per pochi secondi, tempo del tutto insufficiente a uccidere i germi che alloggiano, per esempio, tra le pieghe che separano le dita. «Il rischio infettivo della stretta di mano è descritto nella letteratura medica dal ventesimo secolo, e ha aperto la strada a molte campagne di igiene delle mani negli ospedali di tutto il mondo. Tanto per fare un esempio è ormai dimostrato che il Clostridium difficile, causa comune di diarrea in ambito sanitario, può essere trasmesso con la stretta di mano. La soluzione? Si potrebbe continuare a formare il personale. Insistere con medici, odontoiatri e infermieri convincendoli, dati alla mano, dei vantaggi antinfettivi del lavaggio delle mani. Ma secondo gli autori dello studio è giunto il momento di arrendersi. «Il lavaggio delle mani non viene eseguito ora e non lo sarà in futuro» spiega Ramirez-Avila, proponendo la sua alternativa: fare di cliniche, ospedali e ambulatori odontoiatrici zone franche dove bandire la stretta di mano. Non certo per maleducazione o mancanza di rispetto, ma per evitare di diffondere germi a persone ignare della loro l’esistenza. «La stretta di mano è un problema solo in sanità, e solamente se le mani che si stringono non sono state accuratamente lavate di recente» rassicura la ricercatrice.
Jama 2014 May 15. doi: 10.1001/jama.2014.4675


26 giugno 2014
Viewpoint | June 25, 2014
Banning the Handshake From the Health Care Setting
Mark Sklansky, MD1; Nikhil Nadkarni, BS2; Lynn Ramirez-Avila, MD, MSC3,4
[+] Author Affiliations
JAMA. 2014;311(24):2477-2478. doi:10.1001/jama.2014.4675. Text Size: A A A
Article
References
The handshake represents a deeply established social custom. In recent years, however, there has been increasing recognition of the importance of hands as vectors for infection, leading to formal recommendations and policies regarding hand hygiene in hospitals and other health care facilities.1 Such programs have been limited by variable compliance and efficacy.1,2 In an attempt to avoid contracting or spreading infection, many individuals have made their own efforts to avoid shaking hands in various settings but, in doing so, may face social, political, and even financial risks.

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