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mercoledì 29 luglio 2009

Preti e famiglia

Roma - (Adnkronos) ultimo aggiornamento: 03 giugno, ore 22:02
Roma, 3 giu. (Adnkronos) - Sarà più facile rinunciare all'abito sacerdotale per quei preti che convivono con una donna e che hanno dei figli. Il motivo, fra l'altro, è che i figli in questione hanno diritto a una padre con una situazione chiara.

Non solo: anche per i sacerdoti che si sono macchiati di comportamenti gravemente scandalosi la procedura per essere ridotti allo stato laicale sarà meno complessa.

E' quanto stabilisce la Congregazione per il clero guidata dal cardinale Claudio Hummes. Le norme sono state approvate dal Papa e sono contenute in una lettera inviata ai vescovi lo scorso 18 aprile. La notizia è riportata dal Catholic news service, l'agenzia della Chiesa cattolica degli Stati Uniti e viene diffusa a ridosso dell'inizio dell'anno sacerdotale indetto da Benedetto XVI. Nel caso in cui un sacerdote abbia una donna e dei figli, secondo quanto detto dallo stesso cardinale Hummes al Catholic news service, questi ultimi ''hanno il diritto di avere un padre che si trova in una situazione corretta con la sua coscienza e agli occhi di Dio''. Ancora viene facilitato l'abbandono della tonaca per quei preti che abbiano lasciato il ministero da più di cinque anni. Il tutto per rispondere rapidamente a quei casi in cui il codice di diritto canonico non è strumento del tutto sufficiente.
''Aiutare queste persone è uno dei motivi per cui ci sono nuove procedure. In questi casi, a iniziare la procedura è il vescovo'', spiega ancora il porporato brasiliano. In un senso più generale nel caso di un prete che abbia lasciato il sacerdozio, ma non abbia chiesto formalmente la dispensa dal celibato, attualmente il vescovo non può far nulla. ''Ma -afferma Hummes- se colui che lascia non è interessato a regolarizzare la situazione, il bene della Chiesa e il bene del prete che ha lasciato è che egli sia dispensato in modo da trovarsi in una situazione corretta, soprattutto se ha dei bambini''. Benedetto XVI ha dato la sua approvazione alle nuove regole lo scorso 30 gennaio. La normativa non si applica, però al caso dei preti pedofili, per i quali sono previste procedure specifiche dal codice di diritto canonico.

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