IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

giovedì 30 maggio 2013

La posizione del Senato sulla sperimentazione della Stamina Onlus

Frammento tratto da un articolo della senatrice PD Emilia De Biasi,  Presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanita'), pubblicato nel sito della Associazione Democratici per Milano,
link: http://www.assdemxmi.it/index.php?id=478

Il secondo argomento riguarda la vicenda delle cure attraverso un certo tipo di cellule staminali, quelle dette mesenchimali, predisposte cioè a formare tessuto osseo. La Stamina Onlus usa questa tecnica nell’ambito di un ospedale pubblico della Lombardia (Brescia), ma non si conosce la composizione del prodotto usato. Si sa solo che sia gli Usa sia l’Europa hanno negato il brevetto per mancanza di dati. Ci sono famiglie in pena, che sperano che il suddetto metodo possa far migliorare, se non addirittura guarire i propri figli, prevalentemente bambini affetti da malattie degenerative, che cioè peggiorano fino alla morte.

Abbiamo scelto la via di maggiore buon senso: il metodo di Stamina Onlus è considerato un farmaco, e dunque sottoposto al controllo dell’Agenzia Nazionale del farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità; si avvia una sperimentazione del medicinale per 18 mesi e si controlla ogni sei mesi la variazione di stato dei pazienti, per verificare se ci sono miglioramenti; la sperimentazione viene finanziata e chi la sta già facendo può continuare.
Il punto è questo: una cura per essere valida non deve essere dannosa, dev’essere verificabile, scientificamente validata: questo per senso di responsabilità, in primo luogo verso il paziente stesso. E poi verso la Sanità pubblica, che non deve sborsare inutilmente e per terapie eventualmente dannose. Responsabilità deve esserci anche nei confronti della ricerca scientifica, che non può essere confusa con pratiche altre, e, infine, verso le famiglie dei malati, a cui si deve dare speranza, e non somministrare illusioni.
Mi sono appassionata al tema, ho lavorato duro e sono felice che il voto sul decreto sia stato pressoché unanime.

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