IO NON HO VOTATO PER MATTEO RENZI come SEGRETARIO PD (e neppure come PRESIDENTE DEL CONSIGLIO)

mercoledì 20 marzo 2013

Basterebbe non fumare in luoghi pubblici per senso civico, indipendentemente dai danni che provoca il fumo passivo, ma ...

... mi è perfino capitato di vedere usare una sigaretta "elettronica" in sala Consiliare, durante un Consiglio Comunale!

SOCIETÀ IN ASSENZA DI UNA LEGGE, 
ALITALIA LE EQUIPARA A QUELLE NORMALI
Sigarette elettroniche, i primi divieti
Un comune impedisce di fumarle in ufficio, stop su treni e aerei. L'Oms raccomanda restrizioni


MILANO - Con o senza tabacco, sempre sigaretta è. Così, almeno, la pensano al Comune di Lomazzo. Conseguenza: il sindaco del paese in provincia di Como ha firmato un'ordinanza che d'ora in poi proibisce l'uso della sigaretta elettronica all'interno del municipio, negli uffici pubblici e nella biblioteca, oltre che in asili e scuole. Si attende invece che il ministero della Salute sciolga il dubbio tra fumo e vapore: sono assimilabili? Non è chiaro. E dunque non esiste ancora un'indicazione chiara su come comportarsi per i gestori di bar, locali e ristoranti. Che in caso di discussioni tra clienti - sempre più frequenti - non possono far altro che ricorrere a dialogo, cortesia, moral suasion e pacifica composizione degli eventuali diverbi. Tutto ruota intorno alla domanda: il divieto di fumo vale anche per il fumo tecnologico? Alitalia, Trenitalia e Trenord (le ferrovie regionali lombarde) ritengono di sì: la sigaretta elettronica «non è autorizzata» sugli aerei e sui treni.
All'interrogativo ha dato una risposta chiara, probabilmente primo in Italia, il sindaco di Lomazzo, Gianni Rusconi (Lega). Che argomenta: «Pur cercando qualche precedente a cui ispirarci, non ne abbiamo trovati. I dubbi su questo prodotto e sui suoi effetti sono ancora troppi e ci è sembrato giusto prendere una posizione». Una fumata elettronica negli spazi comunali costerà una multa da 25 a 500 euro.
Bisogna ricordare che la legge Sirchia ruota intorno alla questione del fumo passivo. Va dunque capito se, con la diffusione sempre più massiccia dei marchingegni sostitutivi, si possa parlare di «vapore passivo». L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda «le stesse restrizioni», ma si riferisce soltanto alle sigarette elettroniche che contengono nicotina. «All'inizio dell'anno abbiamo inviato un quesito al ministero - spiega Marcello Fiore, direttore generale della Federazione italiana pubblici esercizi - per sapere se ci sia equiparazione. Per ora esiste un solo parere generico e non conclusivo». Come si regolano allora baristi e ristoratori in caso di discussioni tra fumatori elettronici e vicini di tavolo che non sopportano il vapore (a volte con nicotina, altre con diversi aromi)? «Col buon senso», risponde Fiore. Che conclude: «Fino a che non ci sarà certezza della legge, non si può fare altro, anche se le controversie aumentano».
Tecnicamente, secondo alcuni pareri, il divieto di fumo in luoghi pubblici non prevede distinzioni. Servirebbe quindi un provvedimento che esoneri le sigarette elettroniche dalla legge. Per questo, spiegano da Alitalia, «non sono autorizzate sui nostri aerei». Trenitalia ha optato per una condotta simile: in attesa di una normativa chiara, i capitreno invitano a spegnere. La stessa scelta di Trenord in Lombardia: «Fino a che non si stabilisce il contrario, che siano tradizionali o elettroniche, sempre di sigarette si parla. Quindi non è consentito accenderle in carrozza».
Emanuele Caso , Gianni Santucci
19 gennaio 2013 (modifica il 20 gennaio 2013)


Arrivano i divieti per la sigaretta elettronica
Nel comune di Lomazzo (Como) è proibito fumarle in ufficio. Stop anche su treni e aerei

10:04 - Il sindaco di Lomazzo, in provincia di Como, rischia di essere l'apripista per la battaglia contro la sigaretta elettronica. Gianni Rusconi, primo cittadino leghista di questo piccolo comune di 10 mila abitanti, ha infatti firmato un'ordinanza che d'ora in poi proibisce l'uso della sigaretta all'interno del municipio, negli uffici pubblici, nella biblioteca, in asili e scuole. Un divieto adottato anche da Alitalia, Trenitalia e Trenord.
Al momento non esiste una norma chiara che stabilisca se "svapare" sia o meno paragonabile a fumare. Si attende che il Ministero della Salute chiarisca se vapore e fumo siano assimilabili e dunque vietati entrambi nei luoghi pubblici. Nel frattempo nei bar, ristoranti e luoghi pubblici ci si affida al buon senso per non creare diverbi tra clienti.
Il fumo tecnologico è stato vietato anche sui treni della rete lombarda (Trenord) e su quella nazionale (Trenitalia) oltre che su Alitalia. Visto che la legge Sirchia (che dal 2003 vieta il fumo nei luoghi pubblici) ruota attorno al "fumo passivo", resta da stabilire se si possa parlare anche di "vapore passivo". L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda le stesse restrizioni, ma si riferisce solo alle sigarette elettroniche che contengono nicotina, escludendo dunque quelle caricate con soluzioni frutatte o aromatizzate.
19-1-2013

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