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martedì 21 febbraio 2012

Carnevale

Sarebbe interessante prendere la penna rossa e segnare errori ed imprecisioni contenuti in questo articolo.  Ma ne vale la pena?


Buccinasco e scuola materna "Don Stefano Bianchi": se i bilanci contano più dei bambini

La scuola materna privata "Don Stefano Bianchi" accoglie i bimbi di Buccinasco dal 1961. L'asilo fa risparmiare 3.300 euro a bambino al Comune, che però ha deciso di tagliarle i contributi: tanti genitori di quei 330 bambini non riescono più a pagare la retta, le liste d'attesa degli asili pubblici sono già chilometriche e 35 insegnanti rischiano di stare a casa. Di Daniele Ciacci


20 Feb 2012 Quando a don Stefano Bianchi venne affidata la comunità di Buccinasco, cinquant'anni fa, dovette scontrarsi con un problema grave. Quello degli bambini piccoli. I genitori, costretti a lavorare nei campi della Bassa a Sud di Milano, non potevano curare i figli piccoli, e l'inattività pesava sui bilanci familiari di un'Italia che, economicamente, era molto fragile. Le famiglie di Buccinasco avevano bisogno di appoggiarsi su una struttura più vicina di quella di Corsico, Comune limitrofo, e a prezzi convenienti. Nacque così la scuola dell'infanzia parrocchiale, esempio di sussidiarietà unico nel suo genere. Tanto che, adesso, ospita 330 piccoli, il 40% di tutti i bimbi da 3 a 6 anni di Buccinasco.

La solidarietà è però schiacciata dal giogo dello statalismo. Il commissario prefettizio Francesca Iacontini, subentrata all'arrestato ex-sindaco Loris Cereda, per portare il bilancio in pari ha deciso di annullare i contributi versati alla scuola dal Comune, scatenando la rabbia di mamme e papà. Il taglio farebbe lievitare la retta da 60 a 180 euro al mese. La convenzione, stipulata nel 1982 tra la scuola cattolica e una giunta di Rifondazione comunista, è sopravvissuta a sindaci di destra e di sinistra, ma è caduta davanti ai freddi calcoli di un governo tecnico.

Il panorama che si delinea è grigio per i genitori di Buccinasco. A fronte dell'aumento della retta, infatti, le famiglie si sono riversate verso gli asili pubblici, allungando enormemente le liste d'attesa. Tanto più che il surplus di bambini non può essere assorbito da nessuna struttura comunale. Il sindaco, a ricevimento con alcuni cittadini molto preoccupati, avrebbe risposto che i bambini, al limite, sarebbero stati ospitati dalle scuole dei Comuni limitrofi. E alla critica dei genitori, consci del fatto che le rette nelle scuole limitrofe sono il doppio di quelle intercomunali – oltre ad avere liste d'attesa chilometriche per le famiglie non-residenti –, avrebbe garantito che la differenza sarebbe stata coperta dal Comune stesso.

Follia? No. La pazzia, conti alla mano, sarebbe chiudere l'opera. Non soltanto per le 35 insegnanti della scuola, preoccupate per il loro futuro, ma per la stessa economia del Comune. Nell'asilo pubblico un bambino “costa” in media 6 mila euro, a fronte di una spesa media nella scuola “Don Stefano Bianchi” di 2.700 euro. L'asilo privato ha prediletto da sempre una politica low-cost che, ad esempio, gli ha permesso di risparmiare 50.000 euro l'anno per il servizio di mensa. Il taglio voluto dal commissario Iacontini, però, ridurrà la partecipazione comunale di 350 mila euro per far quadrare il bilancio comunale. Danneggiando, di fatto, un'opera tra le più virtuose nei suoi confini.

I genitori hanno inviato una lettera al prefetto Gian Valerio Lombardi e al ministro dell'Istruzione Francesco Profumo per chiedere che la scuola non chiuda. Si è pure voluto sensibilizzare i cittadini raccogliendo firme durante una festa in maschera, lo scorso sabato pomeriggio: 3.500 i nominativi raccolti, sintomo di un disagio profondo nella trama sociale del Comune, lasciato senza alternative per una decisione unilaterale che puzza di imposizione ideologica.

twitter: @DanieleCiacci



1 commento:

Anonimo ha detto...

sullo stesso argomento:
http://www.tempi.it/buccinasco-vogliono-toglierci-pi-di-mille-euro-bambino-cos-non-sopravviveremo

Buccinasco: «Vogliono toglierci più di mille euro per bambino. Così, non sopravviveremo»
Il Comune di Buccinasco elimina la convenzione che vige fin dal 1982 con la scuola paritaria Don Stefano Bianchi, che ora rischia di chiudere. Un genitore a tempi.it: «Stiamo trattando con il capo di gabinetto del prefetto, Donato Cafagna. Ci vorrà del tempo, ma almeno ci siamo potuti confrontare, e questo è un bene». Di Daniele Ciacci
in Attualità
23 Feb 2012Non si chiude la vicenda dell'asilo "Don Stefano Bianchi" di Buccinasco. Dopo che il commissario comunale ha tagliato i fondi alla scuola paritaria, le rette sono aumentate del 300% e molti genitori non sono più in grado di iscrivere lì i propri figli. Il Comune non ha fornito un programma di alternative valido per assorbire i bambini il prossimo anno e la stessa sopravvivenza della scuola è in pericolo. Ieri, un genitore ha rivelato a tempi.it che «è partita una trattativa con il capo di gabinetto del prefetto, Donato Cafagna. Ci vorrà del tempo, bisogna lavorare molto bene sui fondi e sulle iscrizioni. Ma almeno ci siamo potuti confrontare, e questo è un bene».

«Con il commissario Francesca Iacontini non c'era possibilità di dialogo – racconta un papà –. Il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, invece, si è dimostrato subito interessato alla scuola, dicendosi vicino alle famiglie». L'obiettivo dei genitori rimane lo stesso: che la convenzione stipulata nel 1982 tra la scuola e un governo di Rifondazione comunista non venga sospesa e che le rette non lievitino. L'apertura del prefetto permette di sperare in qualche manovra positiva che non gravi eccessivamente sull'economia di trecento nuclei familiari.



Per saperne di piùLEGGI - Quando i bilanci contano più dei bambini
Tuttavia, il destino incerto della scuola – fondata cinquant'anni fa da don Stefano Bianchi e che ospita il 40% dei bambini del Comune – frustra il clima sereno dell'asilo. «C'è molta tensione. Improvvisamente, molti rischiano di perdere il lavoro – dice a tempi.it Giovanna Villani, del consiglio d'amministrazione dell'opera –. Abbiamo dato lavoro ad alcune ragazze che sono venute dalla Sicilia per condurre il doposcuola. E adesso rischiamo di chiudere».

Quello che stupisce, tuttavia, è «l'unità fra gli insegnanti. Ognuno condivide la sorte dell'altro, e si è creato un bel clima di mutuo sostegno. Mi troverei a disagio a ridurre il personale adesso». Inoltre, non sarebbe una scelta ragionevole per l'economia di Buccinasco. «Oltre alla spesa comprensiva di locali, riscaldamento, pulizie e ristrutturazione, con la convenzione comunale di 585 mila euro coprivamo anche le spese di gestione. Il taglio deciso dal commissario, però, riduce l'apporto a circa 500 euro per bambino all'anno: una cifra irrisoria per qualsiasi istituto. Vogliono toglierci più di mille euro per bambino. Così, non sopravviveremo».
twitter: @DanieleCiacci